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RECENSIONE ATYPICAL

Articolo di Irene Brambille e Alfredo Coccia


Atypical è una serie Netflix composta da tre stagioni di circa dieci episodi, ognuno di circa mezz’ora. La serie parla di un ragazzo autistico di nome Sam amante dei pinguini e dell’antartide che, a diciott’anni, decide di trovarsi una ragazza. Sostenuto dall’amico Zahid, esperto di ragazze, si butterà a capofitto in questa storia, mettendo un po’ a subbuglio la famiglia. Sua madre è iperprotettiva, come se non volesse che il figlio cresca. Inoltre tradisce il marito con un barista e la sua vita precipita in un abisso. Il mio personaggio preferito è la sorella di Sam: Casey, un’atleta brava a tal punto che verrà selezionata da una scuola di lusso. Casey ha un rapporto molto bello con il fratello anche se spesso si comporta male con lui. La serie tratta ovviamente l’autismo, ma molto meno di quanto ci si possa immaginare; parla anche delle conseguenze terribili delle bugie, le quali sono davvero presenti nella serie. Una cosa bella di questa serie è che guardandola ti senti a tuo agio, forse per la credibilità del tutto. L’attore che interpreta Sam è davvero bravo, anche perchè per entrare meglio nella parte ha letto molti libri sull’autismo. Insomma, questa serie è molto bella, forse all’inizio un po’ noiosa ma si fa avvincente dopo poche puntate, e non riesci più a staccarti dallo schermo. Aspettiamo la quarta stagione, che uscirà nel 2021.

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