I nostri racconti

Il segreto di mio nonno

di Tobia Vizzini

Mi presento: sono Angelo, solo di nome però.
Di media altezza, un po’ timido ma simpatico.  Un anno fa sono dovuto andare a casa di mio nonno, un edificio in mezzo al nulla, insieme a mia  sorella perché ci ha portato nostra madre. 

Mio nonno era morto due anni prima, e la nonna tre, quindi la casa era vuota e tra l’altro molto grande.  Aveva due piani e anche una mansarda, impossibile da raggiungere perché mancavano le scale.  Avevo un po’ di timore a dormire in quella grande casa deserta, ma tuttavia la notte passò tranquilla. La mattina, appena sveglio, sentii un rumore misterioso vicino a una botola, ben mimetizzata e  nascosta, e ci entrai: scoprii una scalinata che portava alla mansarda, ci andai molto lentamente… a  un tratto sentii cadere qualcosa e vidi un’ombra.

In mansarda trovai tutti i segreti di mio  nonno, sembravano molto interessanti, ma uno mi incuriosiva più di tutti: un libro, si intitolava Il  mondo nascosto.  Lo stavo per aprire quando sentii arrivare qualcosa… Mi girai ma non vidi niente, allora mi rigirai per  aprire il libro, ma sopra ci vidi un folletto magico, che mi disse subito di non aprire quel libro perché  se no i troll cattivi avrebbero scoperto dove fosse il libro. 

Il folletto era rosa e piccoletto, e mi disse di essere l’aiutante di mio nonno: raccontò che in quel libro  venivano racchiusi i segreti di altri esseri non conosciuti, che si potevano vedere solo con una specie  di lente che mio nonno aveva creato. Non avrei mai aperto il libro, ma mi cadde e si aprì di botto, proprio in quel momento. I troll da un’altra parte si risvegliarono.  

Fortunatamente nel libro mio nonno aveva raccontato tutto della loro esistenza, e pure come ucciderli. Tra di loro però ce ne era uno, che era il capo, che si poteva trasformare in un qualsiasi animale: a lui  servivano i segreti del libro per poter scatenare la notte eterna e uccidere l’umanità. In quel momento capii che l’unica cosa da fare era proteggere il libro: avevo bisogno di aiuto, andai a  cercare mia sorella al piano di sotto, le raccontai tutto, e lei subito si schierò dalla mia parte. 

Iniziammo costruendo una parete invisibile con un cerchio di sale intorno alla casa, poi dovevamo  recitare la formula magica che li avrebbe tenuti fuori, ma proprio mentre la stavamo recitando i troll arrivarono. Noi fummo più veloci e riuscimmo a completare la formula, ma uno riuscì a entrare lo stesso.  Cercammo di fermarlo, ma il folletto e io ci facemmo sfuggire una pagina molto importante che il  troll riuscì a rubare. 

Quella pagina diceva che di notte la barriera invisibile non agiva, quindi dovevamo difenderci con “le  armi”, bisognava usare uno speciale sugo di pomodoro con un ingrediente magico, di cui mio nonno  aveva molte scorte, però non avevo ancora letto l’ultima pagina che rivelava un segreto importante:  più paura hai più un troll diventa pericoloso. 

Eravamo pronti e armati di catapulte con il sugo, il libro era nascosto molto bene.  I troll arrivarono da tutte le parti, erano tantissimi. 
Il folletto venne presto ferito, e rimase per terra, in un angolo. 
Eravamo riusciti a uccidere tutti i troll, a parte il capo che stava per uccidere mia sorella da dietro: mi  buttai per salvarla, e lui non poté farmi nulla perché in quel momento non avevo paura.  Così, insieme, l’abbiamo sconfitto. 

Il folletto, invece, non ce la fece e morì: fu il momento più triste.

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