I nostri racconti · Parole

Una gita a Venezia

Il 15 ottobre io e un gruppo di ragazzi di altre classi siamo partiti per Venezia, accompagnati da Stefania De Fazio e da alcuni genitori. 

Abbiamo preso il treno per Venezia, nei pressi dell’arrivo ho notato che molte persone a bordo parlavano in dialetto veneto. Usciti dalla stazione ero molto emozionato perché era la mia prima volta a Venezia. Durante il cammino mi sono guardato attorno: ovviamente mi ha colpito vedere una città sull’acqua ma anche il fatto che l’acqua, purtroppo, era molto torbida. C’erano molti turisti, ho visto tanti colombi che volavano sopra le nostre teste (i famosi colombi che si vedono spesso nelle cartoline da Venezia) e naturalmente le bellissime gondole

La nostra meta era la Biennale di Venezia. Abbiamo percorso strade molto strette e attraversato moltissimi ponti. Ho notato i particolari delle strutture delle case, dei ponti e delle finestre, le cosidette le piere sbuse dalla particolare forma arabeggiante. Arrivati a destinazione, una guida ci ha mostrato le varie opere d’arte, ci ha parlato del loro significato e di chi le ha realizzate. Successivamente la guida ci ha fatto fare un disegno: con il materiale che avevamo a disposizione dovevamo realizzare un corpo ibrido (tra uomo e animale o tra animali di specie diverse) e con un telefono dovevamo fare uno slow-motion del disegno realizzato. 

Finito il laboratorio ho girato quasi tutta la Biennale. Poi ci siamo diretti in Piazza San Marco dove ognuno di noi ha comprato qualche souvenir di Venezia, io ho comprato un portachiavi, una gondola e una maschera originale.

Ringrazio Stefania De Fazio e #inviaggioconlaDEFA per aver organizzato questo viaggio indimenticabile!

Filippo Dell’Orto, 3A

                                        

Parlamentino

Riparte il Parlamentino!

Cerimonia di insediamento e inizio dei lavori

L’ 8 novembre, nell’auditorium della nostra scuola, ha avuto luogo la cerimonia di insediamento del nostro Parlamentino d’istituto per l’anno scolastico 2022-2023. I rappresentanti di classe neoeletti si sono incontrati e, accolti dal dirigente scolastico, hanno dato il via ai lavori, confrontandosi su alcune tematiche che saranno trattate nel corso dell’anno, nelle assemblee di classe e alle sedute del Parlamentino. Siamo entusiasti di dare avvio alle nuove attività programmate per quest’ anno. Buon lavoro a tutti!

I rappresentanti d’istituto

Cosa c'è intorno a noi

La palazzina liberty

foto di Yorick39

Se siete degli studenti della Manara e trascorrete del tempo al Parco Marinai d’Italia, sicuramente avrete notato la Palazzina Liberty.

È un edificio elegante e imponente ma purtroppo i suoi muri sono stati imbrattati con delle scritte e sulle sue scalinate spesso si verificano episodi di spaccio tra adulti e, purtroppo, anche fra ragazzini. 

Ma vi siete mai chiesti qual è la storia della Palazzina Liberty?

La Palazzina Liberty è stata progettata nel 1908 dall’architetto Alberto Migliorini. È caratterizzata da ampie vetrate, piastrelle in ceramica e da una facciata in classico stile art nouveau, noto in Italia come stile floreale o stile liberty da cui la palazzina prende appunto il nome.

Dopo un paio di anni dalla sua costruzione, la palazzina entrò a far parte del Verziere, un antico mercato ortofrutticolo attivo dal 1911 al 1965. In origine dunque rappresentava un punto di riunione per le varie contrattazioni dei mercanti (scambio di merci). Quando il mercato venne trasferito in un’altra zona di Milano, la Palazzina Liberty finì in stato di abbandono per diversi anni. 

Dario Fo e Franca Rame

Dal 1974 al 1980 l’edificio venne concesso in uso a Dario Fo che lo adottò come laboratorio della compagnia teatrale insieme alla moglie, Franca Rame. È proprio in omaggio ai due grandi attori che dal 2017 il nome completo dell’edificio è Palazzina Liberty Dario Fo e Franca Rame

Oggi è un auditorium musicale e dal 1 febbraio del 2016 ospita il progetto Palazzina Liberty in Musica, un cartellone di concerti ed eventi musicali che si svolgono in collaborazione con operatori culturali attivi sul territorio.

Giulia Iseni e Nicole Tescaro, 3B

Le nostre recensioni · Libri · Parole

Mio fratello rincorre i dinosauri, recensione

Hai cinque anni, due sorelle, due genitori amorevoli e desidereresti tanto avere un fratello con cui giocare. In una sera come le altre, i tuoi genitori ti annunciano che molto presto il tuo desiderio si avvererà. Tu sei entusiasta della notizia appena ricevuta, ma sei ancora più contento perché ti hanno detto che tuo fratello sarà speciale, che sarà un “supereroe”.

Quando nasce, a poco a poco capisci che sì, è diverso dagli altri, ma che i superpoteri proprio non li ha. Crescendo scopri le prime problematiche di tuo fratello e comprendi il significato dell’espressione “Sindrome di Down”, così il tuo entusiasmo si trasforma in rifiuto o addirittura in vergogna.

Passano gli anni e arriva il momento di scegliere la scuola superiore insieme al tuo migliore amico Vitto. All’open day di una scuola tu ti innamori perdutamente di una ragazza, Arianna, che potrebbe essere la tua futura compagna di classe. C’è soltanto un problema: devi convincere i tuoi genitori a mandarti proprio in quella scuola. A cena la decisione definitiva sarà presa tramite una votazione e l’ago della bilancia sarà proprio il “supereroe”: sarà tuo fratello Giò infatti a dare l’ultimo voto decisivo

Ci sei quasi, ti manca l’ultima tappa prima di stare in classe con Arianna: convincere il tuo amico Vitto. Gli proponi una sfida: il primo che raggiunge i dieci canestri sceglie la scuola in cui andare. La vinci e senza pensarci due volte scegli la scuola in cui va Arianna.

Quando comincia la scuola tu sei terrorizzato all’idea di far scoprire a tutti ma soprattutto ad Arianna che in famiglia hai un fratello con la sindrome di Down, quindi ti inventi di aver perso un fratello otto anni fa.

Un giorno vieni a scoprire che tuo fratello ha creato un canale YouTube dove pubblica video di te che dormi, oppure dove mostra la casa. Così mandi a casa tua una lettera contro le persone con sindrome di Down e contro i video che essi fanno. Inizialmente la tua famiglia non ci bada molto e tuo fratello continua a fare video e postarli. Passano i giorni e le tue lettere iniziano a diventare cattive, poiché inizi a insultare il tuo stesso fratello.

Qualche settimana dopo la tua classe decide di partecipare a una manifestazione dedicata alle persone affette dalla sindrome di Down; così sei costretto a raccontare tutto: la verità di un fratello con la sindrome di Down, le lettere mandate da te e soprattutto il motivo per il quale non lo hai detto ad Arianna, la vergogna di avere un fratello Down.

Passano i giorni e tu inizi a capire quanto sei stato idiota a nascondere tuo fratello solo per un’alterazione di un cromosoma. Finalmente tu e Giò vi ritrovate come fratelli, come eravate sempre stati, anche se confinati da una stupida barriera: la sindrome di Down.

Questa è la storia di Giacomo e Giovanni, due fratelli che hanno saputo riscaldare il cuore di molti lettori e lettrici con il famosissimo libro Mio fratello rincorre i dinosauri scritto da Giacomo Mazzariol nel 2015 e pubblicato il 26 aprile 2016, con oltre 250.000 copie vendute.

Quindi… lo sapete che le persone affette dalla sindrome di Down possiedono un cromosoma in più?

Giulia Iseni e Nicole Tescaro, 3B

Film e serie TV · Le nostre recensioni · Parole

UNDICI, JANE HOPPER

di Fontana Francesca e Di Ponziano Noemi, 3C

“Gli amici non mentono”

Conoscete tutti Undici, giusto? La sua storia? Il motivo per cui è nata? Non ne siamo tanto sicure, perciò abbiamo deciso di scrivere un articolo su di lei.

Undici (Eleven), chiamata dagli amici Undi (El), è un personaggio con abilità psicocinetiche e telepatiche della famosa serie drammatica horror fantascientifica di Netflix Stranger Things, scritta e prodotta dai fratelli Duffer. Undici non è una ragazza normale, ha imprevedibili poteri soprannaturali che metteranno a rischio la vita degli altri.

Per il personaggio di Undici, i Duffer Brothers hanno immaginato un soggetto sopravvissuto al test del progetto MKULTRA, probabilmente ispirato alle opere di Stephen King.

Ma cos’è il progetto MKULTRA?

Il progetto MKULTRA (o MK-ULTRA) secondo wikipedia “era il nome in codice dato a un programma, illegale e clandestino, di esperimenti sugli esseri umani studiato e messo in atto dalla CIA durante gli anni cinquanta e sessanta del XX secolo, che aveva come scopo quello di identificare droghe e procedure che, integrando altre tecniche di tortura, facevano confessare le persone che vi venivano sottoposte. Il programma ebbe inizio nel 1953 e fu ufficialmente interrotto nel 1973. In questi venti anni il programma condusse molte attività illegali; in particolare, furono usati come soggetti di prova inconsapevoli cittadini statunitensi e canadesi, il che destò non poche polemiche riguardo alla legittimità di questi esperimenti. Ebbe anche come scopo quello di contrastare, in piena guerra fredda, gli studi russi, cinesi e coreani sul cosiddetto controllo mentale, ovvero sulla manipolazione della psiche delle persone. Le scoperte avrebbero dovuto portare numerosi vantaggi, come ad esempio la creazione di assassini  inconsapevoli.”

Undici non è una ragazza normale: ha imprevedibili poteri soprannaturali potenzialmente molto pericolosi. Lei è la figlia di Teresa “Terry” Ives, una partecipante agli esperimenti del progetto MKULTRA, nel 1971. Undici sembra essere nata psicocinetica. Tuttavia, quando usa queste abilità, si indebolisce temporaneamente e le sanguina il naso

Alla nascita, Undi è stata portata via da sua madre dal dottor Martin Brenner ed è cresciuta in un laboratorio nazionale nella fittizia Hawkins, nell’Indiana, come cavia, al fine di sviluppare le sue capacità psicocinetiche. Quando viene collocata in una vasca di deprivazione sensoriale, Undi può utilizzare la visione remota per accedere ad altre dimensioni, principalmente per scopi di spionaggio internazionale. Undici apre un  portale tra il Laboratorio di Hawkins e la dimensione Sottosopra, e la creatura che vive in questa dimensione, denominata dai protagonisti Demogorgone, acquisisce la capacità di viaggiare tra il mondo umano e il Sottosopra.

Cosa le succede ?

1° stagione

Nel novembre del 1983, Undici fugge dal laboratorio di Hawkins dopo aver aperto il portale con il Sottosopra. Conosce Mike, Dustin e Lucas; ha i capelli rasati e indossa ancora i vestiti del laboratorio. Avendo vissuto sempre lì, i suoi contatti umani sono stati limitati, anche il suo vocabolario è povero. Si innamorerà di Mike, nonostante Dustin e specialmente Lucas non la vorranno molto tra i piedi. Quando disintegra il Demogorgone anche lei scompare, finendo nel Sottosopra.

2° stagione

Dopo aver ucciso il Demogorgone ed essere scomparsa davanti agli occhi degli amici, Undici fugge dal Sottosopra e viene trovata in un bosco da Jim Hopper, il capo del dipartimento di polizia di Hawkins. Un anno dopo, ad Halloween del 1984, ritroviamo Undi che è stata sfamata, educata e protetta dal poliziotto. Le sono cresciuti i capelli ondulati che le arrivano alla nuca. Undi però non ha il permesso di uscire, per la sua sicurezza. Insofferente delle regole, come tutti gli adolescenti, a un certo punto decide di fuggire per ritrovare la madre biologica e la sorella di laboratorio, Kali. Quest’ultima la coinvolge nella vendetta contro gli uomini del laboratorio. Undi cresce e si trasforma: si liscia i capelli e li pettina all’indietro col gel, nella seconda stagione appare come una ragazzina dark. In seguito torna ad aiutare Hopper, i Byers, Nancy, Steve e il gruppo di Mike a chiudere il portale ed esorcizzare Will dal Mind Flayer. Infatti lei stessa rinchiude parte di quest’ultimo nel Sottosopra chiudendo il portale con i suoi poteri. Infine, la ragazza viene adottata legalmente da Jim.

3° stagione

Nell’estate del 1985, Undici è fidanzata con Mike e grazie a lui, al suo gruppo e a Max (diventata nel frattempo sua migliore amica e fidanzata di Lucas) vive una vita normale. Porta i capelli lisci-ondulati castani, con sfumature bionde, che le arrivano alla spalla, a volte porta la coda. Veste abiti femminili e incarna lo stereotipo delle adolescenti degli anni ‘80. La sua relazione con Mike rende l’ormai padre adottivo Hopper geloso, apprensivo e autoritario. Alla fine della stagione, allo Starcourt Mall, la ragazza perde i suoi poteri a causa dell’intervento del Mind Flayer e del suo mostro di masse organiche e Hopper scompare in un’esplosione. 

4° stagione

Orfana di padre, Undi si è trasferita con i Byers in California. Nella primavera del 1986 porta i capelli castani scuri e lunghi con la frangetta e lotta ancora a causa della perdita dei suoi poteri e del padre (in realtà prigioniero dei sovietici) e del gruppo di bulli che la tormenta, capeggiato dalla perfida Angela. A metà stagione, dopo aver colpito la ragazza ed esser stata arrestata, Undi incontra Owens che la porterà (dopo la sua decisione) in un altro laboratorio per farle tornare i suoi ricordi e recuperare i suoi poteri. Rincontra dunque Brenner, ancora vivo, e si rasa i capelli come da regola. A fine stagione tornerà ad Hawkins, dopo la morte di Brenner, e reincontra Hopper, liberato da Joyce e Murray.

Film e serie TV · Le nostre recensioni

Wonder, il film

Siamo tutti uguali, ma tutti diversi, l’uno dall’altro

Questo è il messaggio di Stephen Chbosky, ovvero il regista del film “Wonder”.

August, chiamato “Auggie”, è un bambino affetto dalla “sindrome di Treacher Collins”. Ha subito circa 27 interventi chirurgici e ad 11 anni si trova ad affrontare la scuola per la prima volta. A scuola si rivela un buon alunno, ma trascorre le giornate da solo perché nessuno si vuole avvicinare a lui per paura di prendere la stessa malattia. Nel suo percorso a scuola incontra, Jack Will, che diventerà presto il suo nuovo migliore amico. August dovrà affrontare un percorso non sempre facile ma ben presto saprà dimostrare chi è veramente.

     I personaggi:

  • August Pullman, il protagonista.
  • Olivia Pullman, sorella maggiore di Auggie, chiamata Via.
  • Isabel e Nate Pullman, i genitori di Auggie e Via.
  • Summer e Jack Will, migliori amici di Auggie: lo aiuteranno ad affrontare il suo percorso a scuola.
  • Miranda Navas: la migliore amica di Via.

Curiosità
La storia è ispirata ad una vicenda accaduta a un’illustratrice americana: un giorno, in gelateria, suo figlio di 3 anni scoppiò a piangere vedendo una bambina affetta dalla “sindrome di Treacher Collins”.

La nostra opinione
La storia di Auggie ci ha toccato molto e ci siamo sentite partecipi della sua storia, ci ha fatto commuovere, ci ha fatto ridere, ci ha fatto crescere e ci ha insegnato ad apprezzare ogni singolo sacrificio. È una storia che fa riflettere su diverse tematiche: l’amicizia, la diversità, il bullismo a scuola. Un consiglio che vorremmo dare a tutti è di non giudicare una persona senza conoscerla perché l’apparenza inganna.

Matilde Anastasia e Giorgia Salvati   3°B

Film e serie TV · Le nostre recensioni

Remi

di Margot Candoni e Sofia Irace

Conoscete il film Remi? Se non l’avete mai sentito nominare oggi ve ne parleremo un po’! Remi è un film del 2018 di Antoine Blossier, di genere drammatico-avventura, tratto dal noto romanzo Senza Famiglia di Hector Malot.

Remi vive in campagna con la madre, la signora Barberin, mentre il padre Gerolamo lavora come tagliapietre lontano da casa. Quando Remi ha 10 anni il padre si ferisce, la famiglia ha delle difficoltà economiche e non può più occuparsi di lui, così Remi scopre di essere stato adottato

Il bambino viene venduto a un vagabondo di nome Vitali, un artista che si esibisce in giro per la Francia. L’uomo insegna a Remi a leggere e a scrivere ma soprattutto a cantare e a usare la sua bellissima voce per commuovere l’animo delle persone. 

Remi e Vitali vivono insieme diverse avventure, si esibiscono in spettacoli di strada e infine in teatro. Durante uno dei suoi viaggi, Remi incontra Lisa, una ragazza di tredici anni costretta su una sedia a rotelle, e i due diventano inseparabili. Un giorno Vitali viene arrestato e in carcere viene contagiato e si ammala di tubercolosi. Scontata la pena, Vitali continua i suoi viaggi in giro per la Francia ma sfortunatamente, una sera, a causa del freddo e della sua salute ormai compromessa, muore. 

Remi continua i suoi viaggi da solo e, grazie alla mantellina che lo avvolgeva nella culla quando era piccolo, ritrova la sua madre biologica. Infine ritrova anche Lisa con la quale apre un orfanotrofio e vive felicemente tutta la sua vita.

Il film ci è piaciuto molto, ci ha commosso e ci ha insegnato che dobbiamo andare oltre ogni ostacolo per raggiungere i nostri traguardi, e tenere sempre la testa alta.

Voto 9/10 

Una frase: È raro trovare un cuore buono e una bella voce nella stessa persona.

Attività in classe · Cosa c'è intorno a noi · Le nostre recensioni · Parole

“Giù nella miniera” – booktrailer 2G

Dopo aver letto il libro “Giù nella miniera”, i ragazzi della classe 2G hanno realizzato un booktrailer. Dopo aver analizzato il libro, hanno steso lo storyboard del video che avrebbero voluto realizzare; con le idee ben chiare e con le azioni pianificate, hanno girato le riprese e, per ultimo, hanno montato i vari filmati. Ecco il risultato!

Attività in classe · Parole

Lunga vita ai tessuti

Quanto durano i tessuti dei nostri abiti? Ce lo siamo chiesto in 1A, cercando di capire qual è il ciclo di vita dei tessuti che indossiamo. Ricostruendo la filiera produttiva dei nostri jeans o di una maglietta, abbiamo scoperto che l’industria dell’abbigliamento ha un impatto pesante sul nostro pianeta: consuma molta acqua, impiega coloranti chimici inquinanti e fibre artificiali non riciclabili, produce microplastiche che si disperdono nelle acque. Così, abbiamo aperto i nostri armadi e abbiamo scelto l’indumento a cui teniamo di più per scoprire di quali fibre è composto: cotone, lana, lino, seta, poliestere, viscosa, nylon… Abbiamo capito che per aiutare l’ambiente è meglio scegliere il più possibile le fibre naturali, evitare i tessuti misti e la fast fashion, con i suoi cicli d’acquisto brevi, ricorrenti e rapidi. E poi, abbiamo preso in mano ago e filo e abbiamo modellato alcuni oggetti di uso comune: cuscini, borse, astucci. Le mamme hanno fornito tutto: fili, aghi, spilli, stoffe, nastri di ogni colore e dimensione. E in classe, prima con un piccolo patchwork, poi con modelli più complessi, abbiamo scoperto che i tessuti possono rinascere e vivere a lungo in nuove forme.  

Classe 1A

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Attività in classe · Parole

Dalla parte di Alda

Creazioni poetiche della 2F in stile epico medievale

Gli Arcangeli Gabriele e Michele vicino al corpo senza vita di Rolando
di Soraya Feo Hadyni

Alda “la bella” è la fidanzata di Rolando, il paladino prediletto da Carlo Magno. Alda attende da sette anni il ritorno del suo promesso sposo. La Chanson de Roland (XI secolo) non racconta le sue speranze, i suoi sogni di fanciulla – poi giovane donna – innamorata. Nulla sappiamo del suo aspetto fisico, della storia del suo amore con Rolando o delle promesse che si sono scambiati prima della guerra contro gli Infedeli.  La Chanson canta il coraggio dei guerrieri, il Bene e il Male, lo schianto dei corpi e dei fendenti in battaglia, la gloria del Dio cristiano e la potenza del Re di Francia. Ma noi abbiamo immaginato Alda e i suoi pensieri, nell’attesa mite e fedele alimentata da rare notizie sulle imprese formidabili di Rolando, l’eroe di impareggiabile nobiltà e fierezza a lei promesso. Un giorno, ahimè, Alda apprende della tragica morte di Rolando e le si spezza due volte il cuore: a Roncisvalle ha perso anche il fratello Oliviero. Questo solo, di lei, è tramandato nella Chanson. Così, ci siamo messi nei suoi panni, scrivendo per lei qualche nuova lassa, come i giullari medievali che cantavano in lingua d’oïl. Il risultato? Grande passione, parole intense e… qualche sorpresa!

1
In un giorno di nera tempesta
Alda filava seduta al telaio,
Alda bel fiore di Francia tesseva.
Un frastuono all’improvviso la scosse
Guardò subito dalla finestra
Dalle tenebre una luce spuntò.
“Oh Signore, cos’è codesto frastuono?”
Alda corse in cortile a vedere,
Trovò Rolando, ridotto a fantasma
Alda, bel fiore di Francia, capì:
Si commosse, corse incontro al suo amore.
“Rolando, mio caro, quale sciagura
Ti ha colpito? Rolando, guerriero ardito?”
“Colpito in guerra fui da tradimento:
Gano, fellone e patrigno, mi tradì!
L’imboscata mi colse alla sprovvista!”
“Chi furono coloro che a te tesero,
Nobile e fiero, questa vile imboscata?”
“Furono i musulmani malefici,
Mi torturarono, mi lasciarono
Morire. Stremato suonai l’olifante.
Quando re Carlo udì il suono fu tardi:
Troppo tardi, era già la mia fine.”
“Ordunque come farò, io, senza di te,
Mio meraviglioso eroe, come farò?
Senza di te, a cui ero promessa,
La mia vita sarà così orrenda!”
Il dolore fu tale che le aprì una ferita.
Si accasciò, il bel fiore di Francia,
E morente disse queste parole:
“Ci vedremo nel Regno di Dio,
Vivremo insieme per l’eternità!”

Viola Canetta, Beatrice Cavallazzi, Cecilia Fraschetta

2
Alda cucinava la cena per lui
Ignara del fatto ch’era già morto
(Rolando, in guerra purtroppo morì,
Quando il fantasma del suo promesso
Scese in terra per avvertirla:
“Nobile Alda, amata, son morto ormai.
Vengo qui a darti un dolore tremendo,
Ma sopravvivi all’orribile lutto!”
“Ma amor mio, come farò senza di te!?”
Disse lei sciogliendosi nel pianto.
Ma quando guardò su, nulla rimase
Vuoto era il castello ed il suo cuore.
Non le rimase una ragione per vivere
E perciò morì, per il suo dolore.
E così Rolando e Alda insieme morirono,
Uniti nella morte e nel destino.

Mattia Colombo, Ettore Tavecchio

3
“Nobile Alda vi porto un messaggio,
Per voi, ahimè, spiacevole sorpresa.”
 “Quale tremenda disgrazia mi annuncia
Il mio Re? Colpirà e affliggerà il mio cuore?”
 “Il vostro sposo promesso, vincitore
Della battaglia cristiana, è morto.
Questo lutto eterno strazio porterà.”
Alda, sopraffatta dal racconto, più
Non respirava, né si disperava,
Tanto era il dispiacere procurato.
Alda si sedette e mentre piangeva
Girava la voce di città in città: Sulla bocca di tutti il suo destino.
“Ora, Carlo, mio potente sovrano,
Mio Re gentile e cortese, lasciatemi sola:
Devo ritirarmi nel mio profondo
Dolore, molto piangere e pensare.
”Partì il magnanimo Carlo, e Alda
A lungo rimase a pensare tra sé.
“Che mai può fare una povera donna
A cui la morte ha sottratto lo sposo?
Oh Rolando, guerriero coraggioso,
Da adesso il tuo ruolo sarà anche il mio!”
Alda, nobile e bella, diventò
Guerriera, prima fra tutte le donne.
Da Rolando cavaliere ereditò 
Il mestiere, la fatica e il dolore. 
Però riuscì grande fama a ottenere.

Caterina De Luca, Mia Maccarini

4
Il martire va dall’amata Alda
Per annunciare la sua triste morte.
“Mia amata, sono morto tradito,
Vengo a dirti che il mio tempo è finito
Che abbatterti non devi. Devi invece
Resistere e andare avanti, provare
A goderti la tua restante vita.”
Ma Alda, ormai con la mente altrove,
Era consapevole che la morte
Di Rolando l’avrebbe rovinata
E a ciò preferiva il Paradiso.
Quindi la triste Alda si tolse
La vita, ormai amara e finita.

Teresa Bentivoglio, Mariem Gaidi, Aurora Sarigu

5
“Cara Alda, vengo a voi con molto 
Dolore, per dirvi che il vostro amato
Rolando ci ha per sempre lasciati. 
“Non posso credere a queste parole!
Chi è stato ad uccidere Rolando adorato?
In che giorno è stato giustiziato?
Senza di lui non posso più vivere!”
Due settimane dopo, Carlo Magno
Andò a bussare alla porta di Alda 
Per vedere come stava. Quando la vide,
Era disperata per la perdita. 
“Sono troppo triste per andare avanti
Ed è per questo che mi toglierò la vita!”

Sofia Fragassi, Jai Kim

Carlo Magno annuncia ad Alda la morte di Ronaldo di Soraya Feo Hadyni

6
Saputo della morte del suo amato
Alda diceva con pianto disperato:
“Orlando non meritavi questa fine!”
Scese l’arcangelo Gabriele
Mandato da Dio per darle conforto.
“Alda sono qui per farti un dono:
Ti mostrerò Orlando, un’ultima volta.”
Lei alzò gli occhi e lo vide splendente
“Alda, nobile e bella, sono tornato
Per un ultimo saluto che ti dia pace.”
“Forte, leale Orlando, baciami ancora!”
“Solo uno sguardo: devo già andare.”
E già l’Arcangelo lo prendeva per mano
Per riportarlo subito in Paradiso
Alda, in lacrime, lo tratteneva:
“No! Voglio restare per sempre con lui!”
Ma il Paladino di Carlo rispondeva:
“Io non voglio, tu resterai sulla terra,
Non è ancora il momento, per te!”
Lo vide allontanarsi, la nobile Alda
E capì che presto lo avrebbe raggiunto:
“Ho già deciso, ci vediamo lassù”.

Davide Guarini, Luca Rigamonti, Leone Nogara

7
“Cara Alda, è con grande dolore
Che vi annuncio una brutta notizia”
“Mio Re, cosa può essere successo?”
“Il vostro promesso è deceduto
In battaglia per l’onore di Francia.”
Alda scoppiò in lacrime, disperata. 
Gridava: “Come farò, la mia vita
Senza Rolando è ormai rovinata!
Non amerò più nessuno come lui”
“Nobile Alda, sono molto addolorato,
Ma con forza dovete andare avanti.”
E partì, triste per il suo destino.
Alda però morì, troppo il dolore
Troppo amara la perdita del suo amore.

Zuri Fermin, Greta Janni

8
“Oh Gano, fedele del mio promesso
Sposo, grazie al Cielo sei qua!
Nella notte oscura una freccia
Mortale afflisse il mio cuore,
Vidi il povero Orlando morto in battaglia.
Ma ora dimmi, Gano suo fedele,
Dove si trova, dove si trova il mio amore?”
“Nobile Alda, Orlando leale,
Nipote del potente Carlo Magno,
Promesso sposo di una fanciulla
Un tempo raggiante, ma sola da anni,
È stato ora accolto in Paradiso
Come un martire fedele a Dio.”
“Gano ti sei fatto portatore
Di un’orribile notizia!
Sapevi che mi avrebbe afflitto,
Ma mi parlasti come del lutto
Per un qualsiasi soldato di Carlo.
Non un soldato qualsiasi è Rolando!
Questo è il guerriero coraggioso e leale
Che fu un vero martire cristiano!
Proprio oggi sarebbe avvenuto
Il nostro matrimonio cristiano.
Che disgrazia mi colpì al cuore!
Lacrime, lacrime di sangue, ora!
Alda era disperata per il dolore
Non le restò più sangue nelle vene
Che l’aiutasse a sopportare il lutto.
Morì, crollando ai piedi del fellone.

Zoe Bianchi, Elisa Bratina

9
Lungo la strada per tornare a casa
Gano volle dire ad Alda di Rolando.
“Da tempo su di lui la morte incombe.”
E ad ella raccontò che lui tornando
Senza spada e senza testa arriverà.
Alda, piangendo e disperando tanto,
Partì per stare insieme al suo Rolando.
Gano fu fiero della scelta fatta,
Che di Rolando, in fondo, il bene voleva.

Marialaura Elli, Clara Salafia