Cosa c'è intorno a noi

La palazzina liberty

foto di Yorick39

Se siete degli studenti della Manara e trascorrete del tempo al Parco Marinai d’Italia, sicuramente avrete notato la Palazzina Liberty.

È un edificio elegante e imponente ma purtroppo i suoi muri sono stati imbrattati con delle scritte e sulle sue scalinate spesso si verificano episodi di spaccio tra adulti e, purtroppo, anche fra ragazzini. 

Ma vi siete mai chiesti qual è la storia della Palazzina Liberty?

La Palazzina Liberty è stata progettata nel 1908 dall’architetto Alberto Migliorini. È caratterizzata da ampie vetrate, piastrelle in ceramica e da una facciata in classico stile art nouveau, noto in Italia come stile floreale o stile liberty da cui la palazzina prende appunto il nome.

Dopo un paio di anni dalla sua costruzione, la palazzina entrò a far parte del Verziere, un antico mercato ortofrutticolo attivo dal 1911 al 1965. In origine dunque rappresentava un punto di riunione per le varie contrattazioni dei mercanti (scambio di merci). Quando il mercato venne trasferito in un’altra zona di Milano, la Palazzina Liberty finì in stato di abbandono per diversi anni. 

Dario Fo e Franca Rame

Dal 1974 al 1980 l’edificio venne concesso in uso a Dario Fo che lo adottò come laboratorio della compagnia teatrale insieme alla moglie, Franca Rame. È proprio in omaggio ai due grandi attori che dal 2017 il nome completo dell’edificio è Palazzina Liberty Dario Fo e Franca Rame

Oggi è un auditorium musicale e dal 1 febbraio del 2016 ospita il progetto Palazzina Liberty in Musica, un cartellone di concerti ed eventi musicali che si svolgono in collaborazione con operatori culturali attivi sul territorio.

Giulia Iseni e Nicole Tescaro, 3B

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“Giù nella miniera” – booktrailer 2G

Dopo aver letto il libro “Giù nella miniera”, i ragazzi della classe 2G hanno realizzato un booktrailer. Dopo aver analizzato il libro, hanno steso lo storyboard del video che avrebbero voluto realizzare; con le idee ben chiare e con le azioni pianificate, hanno girato le riprese e, per ultimo, hanno montato i vari filmati. Ecco il risultato!

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La Giornata Della Memoria Per La 3H

Per la giornata della memoria abbiamo deciso di visitare alcune pietre d’inciampo e realizzare un video e delle recensioni sulla nostra uscita didattica, che trovate qui sotto.

GIORNATA DELLA MEMORIA

Il giorno 27 Gennaio 2022, per la giornata della memoria, siamo andati nei dintorni della nostra scuola per cercare alcune pietre d’inciampo. In comune accordo con i nostri professori abbiamo deciso quattro pietre da visitare: quella di Emma Bovi, quella di  Giulia Forti, quella di Giuseppe Malagodi e infine quella di Luigi Cappelletti. Le abbiamo trovate tutte ad esclusione dell’ultima che  non si trovava.

Il giorno dopo, all’ultima ora abbiamo avuto un dibattito dove ognuno ha esposto la propria opinione, ne abbiamo raccolte alcune e molti hanno trovato l’uscita molto interessante.

Leonardo Conti: a me è piaciuta molto l’uscita e ho trovato molto interessante vedere un bambino andare in giro a ricalcare le pietre di inciampo per farci un libricino e mi è piaciuto molto vedere qualcuno che era passato a lucidare e lasciare dei fiori gialli vicino alla pietra di Emma Bovi.

Ci sono stati però anche degli aspetti che non mi sono piaciuti, ad esempio che qualcuno abbia disegnato una svastica vicino al portone della pietra di Giulia Forti e sono rimasto scioccato quando non siamo riusciti a trovare la pietra di Luigi Cappelletti.

Thomas Furio: a me è piaciuta l’uscita soprattutto condividere opinioni diverse con i miei compagni.

Alessandro Carbone: per me la pietra più bella è stata quella di Emma Bovi per via del fiore giallo lasciato vicino alla pietra.

Ludovico Guerrera: molto interessante l’uscita e mi ha impressionato molto il bambino che ricalcava la pietra perchè si vedeva che era molto intelligente. La pietra che mi ha colpito di più è stata quella di Giuseppe Malagodi per il modo in cui il mio compagno Emiliano l’ha spiegato, mi ha incantato.

Arianna Dorfman: mi è piaciuta tanto la pietra di Giuseppe Malagodi perchè oltre la pietra c’era la targa e la corona che ricordavano le agonie, e per me è stato emozionante ricalcare la pietra.

Inoltre mi è piaciuto il modo in cui si sono presi cura della pietra di Emma Bovi.

Dylan: mi è piaciuto molto l’uscita, è stata divertente.

Kai: pur non avendo visto la pietra di Luigi Cappelletti, mi ha colpito la sua biografia.

Lorenzo Gipponi: sono d’accordo con Kai, secondo me era una bella biografia e mi è piaciuto come l’ha raccontato il mio compagno.

Stella: mi è piaciuta tutta l’uscita perchè è stata una bella idea per ricordare tutte le persone. Per me la più bella è stata quella di Giulia Forti perchè è quella con la storia più originale.

Cassandra: la mia pietra preferita è stata quella di Emma Bovi. Mi è piaciuto molto aver esposto ai miei compagni la sua biografia e ho trovato interessante il modo in cui è tenuta con molta più cura delle altre.

Andrea: secondo me è stata una bellissima esperienza e mi è piaciuto molto il modo in cui sono tenute così con cura le pietre.

Elisa: mi è piaciuta molto come esperienza, è stata davvero interessante, mi sono piaciuti molto i fiori vicino alla pietra di Emma Bovi e mi è piaciuto tanto anche quando per puro caso abbiamo incontrato una signora che conosceva la sorella e la figlia di Giuseppe Malagodi e ci ha raccontato alcuni aneddoti della sua storia.

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La giornata della memoria Per La 2C

Per la giornata della memoria abbiamo fatto un’uscita a scopo didattico per vedere alcune pietre d’inciampo, situate nei pressi della scuola. Inoltre, la nostra classe, ha svolto una ricerca sulla storia di uno dei commemorati: Corinna Corinaldi Segre.

Il giorno15 gennaio alle ore 10:15 una pietra d’inciampo venne collocata a Milano in Viale Bianca Maria, in corrispondenza del numero 21, in onore di Corinna Corinaldi Segre, nata a Padova il 6 maggio del 1885.

Corinna era una cittadina italiana di origine ebraica che nel 1906 sposò Ulderico Segre, da cui ebbe quattro figli.

Con l’emanazione delle leggi raziali Corinna e figli cercarono di dirigersi in Svizzera ed insieme all’aiuto dei signori Torriani, che organizzarono la loro fuga, e a persone del luogo, la figlia di sette anni riuscì ad attraversare il confine italo-svizzero nei pressi di Sagno: era il 12 novembre del 1943.

Successivamente anche Corinna tentò di raggiungere la figlia, ma senza successo. Venne arrestata il 12 dicembre del 1943 in Valtellina

Corinna fu deportata il 22 febbraio del 1944 al campo di sterminio di Auschwitz insieme ad altri 600 ebrei, fra i quali lo scrittore Primo Levi. Arrivata al campo non superò la selezione e venne portata nella camera a gas lo stesso giorno dell’arrivo, il 26 febbraio del 1944.

Classe 2C