La finestra sul cortile

Poesie in quarantena

Di Bianca Baratto

Certe volte, quando il lockdown era ancora stretto, mi venivano in mente delle poesie. Mi affacciavo alla finestra e vedevo una Milano deserta. Tutto ciò suscitava in me un grande senso di vuoto e di desolazione, ma in fondo era anche un po’ suggestivo.

Ecco qui di seguito alcune delle poesie che ho scritto.

12 aprile 2020

Finestre di morte

finestre di prigione

finestre di case

finestre buie

finestre condensate

finestre bagnate di lacrime

di un’anima in pena

*

13 aprile 2020

Un fiore da solo

nella brezza autunnale

viene portato via

*

22 aprile 2020

Aria di primavera

aria fresca

che mi scompiglia i capelli

che porta gioia

e speranza,

la primavera

e la sua brezza

*

5 maggio 2020

La luna svetta

in cielo

sopra tutti noi

e ci comanda

come un unico popolo

La finestra sul cortile · Parole

Mi manca… Non vedo l’ora

La nostra redattrice Gaia ha chiesto di scrivere una riflessione di getto su questo periodo  pensando a cosa ci manca adesso o a cosa non vediamo l’ora di fare, quando di nuovo potremo uscire un po’ più di casa. Alcuni di noi hanno risposto al suo appello.

Ecco il video con cui Gaia ha voluto racchiudere le nostre parole.

E ecco qui di seguito le riflessioni..

Mi manca nuotare dietro una palla e sentire gli schizzi d’acqua in faccia., proteggerla come fosse un tesoro per poi tirare davanti alla porta e tirare. Mi manca quell’emozione che avevi a scuola quando ti riconsegnavano le verifiche. Mi manca guardare i miei amici capirci senza dire niente; mi mancano risate, mi manca abbracciare i miei nonni, correre nei corridoi…Voglio tornare a essere felice e vivermi la vita con il sorriso…

Gaia

Mi manca uscire vedere gli amici, correre, giocare, divertirmi, sfogarmi e perfino tornare a scuola, giocare a basket, vestirmi in modo normale e non in pigiama, insomma tornare alla vita normale.

Nico

Mi manca uscire di casa, le risate con gli amici, le partite a calcio nel parco vicino, vedere i film al cinema, andare a mangiare fuori, forse anche ritornare a scuola, prendere la 92 per andare a scuola con degli amici, svegliarsi alle sei di mattina senza vedere il sole, mi manca un po’ la normalità

Alfredo

Vorrei volare via e avere le ali di una colomba

Vorrei che fosse tutto un sogno e non sopportarlo sulla mia schiena.

Gli sguardi arrabbiati delle persone,

e gli occhi chiusi.

Vorrei essere lontana, in vacanza su una amaca

Vorrei aprire le mie ali e andarmene,

non solo le ali della mente, delle ali reali per volare via.

Vorrei essere lontana, in vacanza su un’amaca

A lasciarmi dondolare dal vento.

Ma questa è la realtà e io devo accettarla.

Ma anche la realtà che come questa non ci piace prima o poi finisce,

e allora io posso ritornare a volare.

Teresa

Mi manca uscire di casa, indossare vestiti che sono troppo pigra per mettere in casa, parlare con la gente, andare in giro con gli amici, guardare verso il basso e vedere i jeans leggermente lunghi e le scarpe bianche che si appoggiano sul grigio marciapiede sporco. Mi manca prendere il tram per andare all’arena a fare atletica, o quelle giornate apparentemente interminabili in cui volevo solo dormire.

Irene B.

Mi mancano da morire:
gli abbracci, le carezze, i sorrisi, i baci degli amici
gli occhi e le espressioni degli alunni della scuola
le emozioni dell’andare in moto verso il mare il venerdì sera e all’improvviso sentire l’odore dei glicini, del pitosforo e del mare
le abitudini di una vita “normalmente preziosa”
le serate al cinema
le serate con gli amici
il dire: dove andiamo?
cosa ho scoperto però:
una inaspettata vicinanza con alcune persone
un lungo periodo che non credevo fosse più possibile di convivenza con i miei figli
il piacere delle lunghe telefonate con gli amici come quando ero giovane
la voglia di tornare a lavorare

Monica Albertini

Non vedo l’ora di:
camminare liberamente per la mia città, senza sentirmi limitato e sorvegliato; condividere con altri il fare musica, un caffè al bar, un cibo o un bicchiere; riposare i miei occhi, chiudendo tutti gli schermi, piccoli medi grandi, che rappresentano ora l’unico mezzo di interazione con il mondo esterno; poter andare in biblioteca o in una libreria non virtuale.

Mario Lacchini

Mi manca non poter uscire con gli amici, non poter parlare con loro guardandoli in faccia, non poterli abbracciare. Mi manca fare la strada per andare e tornare da scuola, il profumo dei pasticcini appena sfornati davanti alla pasticceria e il fatto di potermi guardare intorno e dire: “ora sono davvero libera”. Mi manca la felicità dopo una lunga giornata di scuola nel tornare a casa e riposarmi. E mi manuali momento della sera quando nel letto ripensavo a tutto ciò che avevo fatto in giornata.

Sophie

Mi mancano i baci a quel viso di bimbo con occhi blu e lentiggini, mi manca non poter abbracciare chi amo e porta dentro di sé una nuova vita, mi mancano il sapore del caffè con i colleghi, le lacrime davanti ai film al cinema con le amiche, il rumore degli applausi a teatro con un amico, mi manca la città che non posso vivere, mai così bella come ora, con l’aria tersa, il cielo azzurro, i colori della primavera.

Caterina Ruggiero

Mi manca… mi manca poter essere me stesso e poter fare quello che voglio, mi manca il pensiero di non essere costretto, il pensiero di non dover vivere tutto il tempo dentro una scatola, mi manca quel pensiero, quel profumo del parco, della scuola della strada, dei miei amici, di tutto
Niccolò Cannarozzo

Non vedo l’ora di assaporare con lo sguardo i miei luoghi, aperti e chiusi. Li guarderò con uno sguardo nuovo. Mi manca sentirmi libera di lasciare andare le emozioni, anche con il corpo. Gli abbracci. I sussurri agli amici. Mi manca cantare insieme a altri. Mi manca camminare. Mi manca condividere, uscire senza pensare, andare al cinema, le cene con gli amici. Mi manca il pensiero di una possibile ‘normalitá’.

Lara Pipitone

La finestra sul cortile · Parole

LA QUARANTENA E’ UNA RESTRIZIONE DELLA NOSTRA LIBERTÀ?

articolo di Matilda Schiavone

Guardo fuori dalla finestra silenzio solo silenzio.

 Ed è proprio questo che ci sta accompagnando in questa avventura “il silenzio”.

 Non vediamo l’ora di ritrovarsi nel mondo reale, trovarsi faccia a faccia con delle persone, abbracciarle, dare loro un bacio, rispettarle, amarle e infatti adesso vorremmo semplicemente guardare in faccia la gente, anche se non si può a causa delle mascherine, sentire gli oggetti che non si possono toccare a causa dei guanti.

La quarantena non è però una restrizione della nostra libertà, infatti si possono fare comunqueun sacco di cose.

Scoprire  cose nuove tipo cucinare, disegnare e fare giardinaggio, cose che non ci saremmo mai messi a fare prima.

I documentari per esempio ti fanno ritornare alla vita normale. Vedi degli animali, delle creature che non stanno percependo la quarantena e ti fanno ricordare che dopo torneremo in un mondo meraviglioso.

 Infatti le ricchezze più grandi che abbiamo sono la flora e la fauna.

Fermiamoci un attimo a pensare e riflettere a tutta la fortuna che abbiamo a stare in un paese sicuro, perché per molti non è così e da loro il  problema non è solo un virus ma è un immensità di dolore e atrocità.

Rifletti: sei sicuro che il corona virus sia il problema più grande?

Molti pensano che sia una delle cose più brutte stare con le proprie famiglie, sopportare i litigi, mantenere l’ordine, stare tutto il giorno con una persona che ti dà delle regole…

Ma non è quello il vero problema. Bisogna stare un attimo a pensare e accorgersi che molti neanche hanno una famiglia e che ti stai lamentando per nulla.

Dobbiamo resistere. Basta guardare in alto, guardare il sole che c’è oggi, ma non pensare che non puoi uscire con un sole così bello, perché sennò continuiamo giorno per giorno ad deprimerci sempre di più.

Beh sicuramente quando usciremo non ci mancherà dire ho voglia di tornare a casa.

E ricordati una cosa: la quarantena non è solo una restrizione della tua libertà, ma può essere un modo per farti imparare cose nuove e per farti girare per strada sicuro dopo.

p.s. non deprimerti mai andrà tutto bene.