Attività in classe · Film e serie TV · Le nostre recensioni · Portatori di memoria

La Giornata Della Memoria Per La 2B

In occasione della giornata della memoria, abbiamo deciso di vedere il film Il bambino con il pigiama a righe, ne abbiamo discusso insieme, e abbiamo, poi, scritto una recensione.

Questi sono i commenti espressi dai nostri dopo la visione del film “IL BAMBINO CON IL PIGIAMA A RIGHE” dalla classe 2B:  

1) Sono rimasto molto dispiaciuto per la fine del film e la storia in sé.

2) Preferivo il film dal punto di vista degli ebrei.

3) Mi aspettavo che il film trattasse maggiormente il Nazismo                

4) Ho apprezzato il film per la visione da entrambi i punti di vista.

5) Ho gradito molto ma mi aspettavo un finale diverso.

6) Molto bello per la storia del film.

7) L’amicizia è più forte di uno stereotipo.

8) Molto bello perché è tratto da una storia vera.

9) Mi ha colpito dall’amicizia tra i due protagonisti pur essendo diversi.

10) Mi è piaciuto in particolare per l’altruismo del bambino.

11) Pur essendo diversi si riesce ad essere uguali.

12) Bello ma troppo triste.

La nostra classe ha gradito molto il film anche se non pensavano che fosse così pesante.

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Giornata Della Memoria Per La 1C

In occasione della giornata della memoria, abbiamo scelto di guardare il film “Il bambino col pigiama a righe” e, successivamente, recensirlo scrivendo poi anche alcuni nostri commenti.

Recensione-Riflessione
“IL BAMBINO CON IL PIGIAMA A RIGHE”

L’inglese Mark Herman porta in scena il film il bambino con il pigiama a righe tratto dall’omonimo romanzo di John Boyne, in cui ci viene presentata come una “favola” la vicenda del nazismo e dei campi di sterminio. La vicenda è collegata al tema del negazionismo, infatti al protagonista bruno, un bambino di otto anni, viene negata la possibilità di andare nella “fattoria” che vede dalla finestra della sua camera e che in realtà è un campo di sterminio, semplicemente perché non deve conoscere la verità.

Uno è l’immagine dell’innocenza, della curiosità, dell’intraprendenza e dell’avventura: è il ragazzo che vuole volare libero per le strade, per i boschi e che crede ancora nella vera amicizia in quei tempi di discriminazione. La storia infatti parla dell’amicizia tra Bruno, figlio di un ufficiale nazista, e un bambino ebreo di nome Shmuel ,che si trova al di là del filo spinato.

Questa amicizia a lungo andare porterà a catastrofiche conseguenze, poiché alla fine Bruno, per aiutare il suo nuovo migliore amico, entra nel recinto e viene preso dagli ufficiali nazisti per essere ucciso, come tutti gli altri che si trovavano all’interno.

ANALISI DELLE SEQUENZE CHE PIÙ CI HANNO COLPITO:

·  Bruno incontra per la prima volta Shmuel. Questa sequenza ci ha colpito in particolar modo per le differenze: ad esempio tra Bruno e Shmuel, il primo un ragazzo ben nutrito, il secondo un ragazzo magrissimo e rachitico; inoltre caratteristico era il paesaggio che si presentava alle spalle dei due: bruno era circondato da una natura ricca e verde, al contrario di quello che si presentava alle
spalle di Shmuel, un paesaggio deserto, per indicare la brutalità del campo.

·  Bruno rinnega l’aver dato a Shmuel del cibo. La scena si svolge in casa: Bruno, visto Shmuel in casa sua a pulire dei bicchieri, gli offre un piatto di pasta ma poi quando il tenente Kottler gli chiede se fosse stato lui a dargli la pasta, Bruno nega, tradendo l’amicizia tra lui e Shmuel. Bruno è stato costretto a negare l’azione da lui compiuta per paura.

·  Bruno entra nel campo per aiutare Shmuel a trovare suo padre. Questa è la sequenza più toccante di tutto il film, perché Bruno per farsi perdonare di aver tradito Shmuel nel momento del bisogno, entra nel campo, vestito anche lui con un pigiama a righe per aiutare l’amico a trovare il padre. Questo è il momento in cui fiaba (l’amicizia tra un ebreo e un tedesco ai tempi del nazismo) e realtà (la reclusione degli ebrei nel campo di sterminio) si incontrano: il loro incontro provocherà la morte dei due ragazzi poiché verranno rinchiusi nelle camere a gas.

Per riflettere insieme:
“Secondo me si tratta di un film molto realistico, drammatico e racconta una verità. Non lo consiglio ai bambini dagli otto ai dieci anni perché è abbastanza pesante, però è perfetto per la giornata della memoria.”

Gabriele F.
“Penso che questo film sia molto bello e che in qualche modo ti faccia pensare a quanta cattiveria ci fosse tra i tedeschi.”

Niccolò G.
“questo film ha suscitato tristezza, rabbia, ma allo stesso tempo felicità per la bellissima amicizia che ci fa capire che non importa se ebreo o tedesco, non ci sono etnie per volersi
bene.” Pablo S.
“io penso che questo film non si possa recensire, quando alla fine bruno muore mi colpisce
la sofferenza proprio del padre” Esteban F.
“io ero una di quelle persone che non avevano mai visto questo film, guardarlo mi ha
aiutato a capire quanto sia importante ricordare la sofferenza del passato. Triste ma bello,
lascia un segno. Non lo consiglio a chi e’ troppo sensibile.” Giulia M.
“la curiosità dei bambini porta al compimento di atti di pura innocenza che possono avere
conseguenze terribili.” Salvatore C.
“questo film fa riflettere sulla vita passata dando la percezione della gravità.” Diana B.
“nel film ci sono alcune scene violente, ma l’amicizia tra i bambini va oltre.” Valentina Z.

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La giornata della memoria Per La 2C

Per la giornata della memoria abbiamo fatto un’uscita a scopo didattico per vedere alcune pietre d’inciampo, situate nei pressi della scuola. Inoltre, la nostra classe, ha svolto una ricerca sulla storia di uno dei commemorati: Corinna Corinaldi Segre.

Il giorno15 gennaio alle ore 10:15 una pietra d’inciampo venne collocata a Milano in Viale Bianca Maria, in corrispondenza del numero 21, in onore di Corinna Corinaldi Segre, nata a Padova il 6 maggio del 1885.

Corinna era una cittadina italiana di origine ebraica che nel 1906 sposò Ulderico Segre, da cui ebbe quattro figli.

Con l’emanazione delle leggi raziali Corinna e figli cercarono di dirigersi in Svizzera ed insieme all’aiuto dei signori Torriani, che organizzarono la loro fuga, e a persone del luogo, la figlia di sette anni riuscì ad attraversare il confine italo-svizzero nei pressi di Sagno: era il 12 novembre del 1943.

Successivamente anche Corinna tentò di raggiungere la figlia, ma senza successo. Venne arrestata il 12 dicembre del 1943 in Valtellina

Corinna fu deportata il 22 febbraio del 1944 al campo di sterminio di Auschwitz insieme ad altri 600 ebrei, fra i quali lo scrittore Primo Levi. Arrivata al campo non superò la selezione e venne portata nella camera a gas lo stesso giorno dell’arrivo, il 26 febbraio del 1944.

Classe 2C

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La giornata della memoria Per La 2E

l 28 gennaio, in occasione della Settimana della Memoria, noi, classe 2E, ci siamo collegati con il signor Alberto Belli Paci, figlio primogenito di Liliana Segre. Abbiamo parlato del tentativo fallito di sua madre, insieme al padre di lei e a due cugini, di scappare in Svizzera nell’inverno del 1943. 
 

In precedenza, avevamo visto in classe un documentario proprio su questo argomento e ci eravamo preparati alcune domande da sottoporre al nostro ospite. 

Dal racconto abbiamo appreso che altri ebrei prima di loro erano riusciti a passare il confine con la Svizzera e a sfuggire alle persecuzioni. Secondo il signor Belli Paci fu per una sfortunata coincidenza che invece sua mamma e i suoi famigliari vennero respinti ad Arzo e costretti a tornare in Italia. Proprio quel giorno era presente nel Canton Ticino una importante personalità svizzera. Questo portò a intensificare i controlli in zona e a far spostare molti agenti. Quando fu il momento di dover decidere che cosa fare di questi ebrei che cercavano di passare, comandava le guardie del confine una persona inesperta, che non voleva assumersi responsabilità, insensibile al loro dramma e che diceva di non credere alle torture contro gli ebrei. 

Le cose che abbiamo visto e sentito in classe ci hanno portato a scrivere questa nostra riflessione: 

“Sentiti grato per l’aria che respiri, il cibo che ti nutre, la quiete della tua casa. Sii grato di ciò che hai, invece di focalizzarti su tutto ciò che ti manca o che vorresti avere. Prenditi un minuto per pensare a quanto sei fortunato”. 

Perché è importante il Giorno della Memoria? È importante per non dimenticare mai quei drammatici avvenimenti, perché simili eventi non debbano più accadere. 

Oltre all’incontro con il signor Belli Paci abbiamo realizzato un disegno con dentro le parole che secondo noi, è importante non dimenticare.

classe 2E

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La Giornata Della Memoria Per La 3C

Noi alunni della 3C abbiamo invitato in classe Davide Fiano, nipote di Nedo Fiano, a parlarci dell’esperienza del nonno nel campo di concentramento di Auschwitz. Questa testimonianza ci ha permesso di riflettere sul dramma della persecuzione ebraica in Italia e sulla vita del giovane Nedo, prima e dopo la deportazione.
In seguito all’uscita sul territorio per visitare alcune pietre d’inciampo, situate vicino alla nostra scuola, abbiamo realizzato, poi, un flipbook riproducendone alcune.

Clicca qui per vedere il flipbook

Riflessione sull’incontro con Davide Fiano

Di Lorenzo D’Andrea

La cosa che mi ha colpito di più dell’incontro svoltosi in classe per la
“Giornata della Memoria “ è stata proprio la storia di Nedo Fiano, raccontata
da suo nipote Davide, che ci ha parlato di alcune esperienze vissute
realmente da suo nonno, spiegandoci molti fatti che non conoscevamo. E’
stato sorprendente vedere dal vivo cose che prima avevo visto solo su
internet, come ad esempio un mattone del forno crematorio di Auschwitz e la
camicia a righe che utilizzavano gli ebrei nei campi di concentramento.
Quest’ultimo oggetto è quello che mi ha colpito maggiormente: la prima cosa
che mi è saltata all’occhio è stata la sua dimensione, era minuscola e ho
pensato che la mettevano i bambini, invece Davide ci ha detto che era la
divisa originale di suo nonno e ho subito pensato a quanto dovesse essere
stato magro per entrare in un indumento del genere. Inoltre, il tessuto era
molto leggero e logoro, sicuramente non poteva tenere al caldo d’inverno,
quando ci ha detto che le temperature scendevano anche a -20 gradi in
Polonia! Poi la prof ce l’ha mostrata da vicino e ho notato svariate piccole
macchie di sangue sparse sulla camicia…
Davide ci ha raccontato che l’isolamento è stata solo la prima parte di questo
inferno che stavano vivendo gli ebrei. Mentre Davide raccontava l’incubo
vissuto da suo nonno, io mi immaginavo quanto potesse essere stato difficile
stare da solo, tra l’indifferenza della gente, soprattutto dei tuoi migliori amici
che non ti dicevano neanche ciao. Io non riuscirei a vivere senza che
nessuno mi parli per un periodo lunghissimo di tempo.
Quando i nazisti hanno iniziato a catturare gli ebrei per portarli nei campi di
concentramento, Nedo, insieme alla sua famiglia, è stato ospitato in casa di
amici per nascondersi. Poi, purtroppo, sono stati catturati per colpa dei vicini,
che avevano fatto la spia ai nazisti rivelando il loro nascondiglio, per ricevere
un premio in denaro. Da questo momento suo nonno e i suoi genitori hanno
iniziato a spostarsi di campo in campo. Prima nel campo di concentramento
di Fossoli, poi ad Auschwitz e infine a Buchenwald.
I genitori non ce l’hanno fatta ma Nedo è riuscito a sopravvivere e a tornare a
casa.
Per me tener viva la memoria significa ricordare gli eventi più drammatici
della storia per fare in modo che non accadano mai più. Queste cose
vengono raccontate soprattutto ai più giovani perchè sono loro che, avendo
ancora tutta la vita davanti, possono continuare a tramandare gli avvenimenti
che sono accaduti nel passato.

Intolleranza significa non voler accettare chi ha opinioni e convinzioni diverse
dalle nostre e discriminazione significa trattare diversamente chi, per qualche
motivo, è differente da noi. Questi due comportamenti, se non bloccati subito,
possono portare a forme di odio che possono sfociare anche, come è
successo, in persecuzioni, torture e morte.
Per me è molto importante anche lottare contro l’indifferenza perché il non
reagire di fronte ai comportamenti sbagliati, ignorare chi ha bisogno di aiuto,
è un’altra forma di violenza, più silenziosa, che fa altrettanto male.

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La giornata della memoria Per La 3E

Per la giornata della memoria abbiamo deciso di vedere un film chiamato Defiance – I giorni del coraggio, un film che parla di quattro fratelli polacchi che, durante la seconda guerra mondiale, scappano dalla Polonia occupata dai nazisti per rifugiarsi nelle foreste della Bielorussia.

27 GENNAIO GIORNATA DELLA MEMORIA
FILM DEFIANCE-I GIORNI DEL CORAGGIO
Il Giorno della Memoria è una ricorrenza celebrata il 27 gennaio di ogni anno al fine
di commemorare le vittime dell’Olocausto.
E’ stata scelta questa data proprio perché in quel giorno del 1945 le truppe
dell’Armata Rossa liberarono il campo di concentramento di Auschwitz.
Quest’anno la nostra classe ha deciso di guardare, insieme al Professor Boschetti, il
film” Defiance” che racconta la vicenda, basata su fatti realmente accaduti, di
quattro fratelli polacchi che, durante la seconda guerra mondiale, scappano dalla
Polonia occupata dai nazisti per rifugiarsi nelle foreste della Bielorussia.
In questi luoghi organizzeranno la Resistenza contro i tedeschi che stavano
seminando terrore e morte nelle comunità ebraiche di tutta Europa.
I fratelli, infatti, decidono di accogliere nella foresta giovani, donne, vecchi e
bambini ebrei pronti a combattere per la propria libertà contro i terribili
rastrellamenti tedeschi.
Ciò che all’inizio rappresentava solo un rifugio con il passare del tempo si
trasformerà in un luogo dove nasce una vera e propria comunità ben organizzata di
rifugiati dove ognuno ha dei compiti precisi.
Nonostante la Resistenza venga fatta contro un nemico molto più potente e
spietato, questo esercito guidato dal coraggioso Tuvia salverà la vita a 1200 ebrei.
Il film tratta di un argomento molto importante che ha segnato la storia di tutto il
mondo e solo per questo merita di essere guardato con attenzione.
In alcuni casi le scene sono forti ma trasmettono pienamente la crudeltà e l’odio da
parte dei tedeschi nei confronti del popolo ebreo che in questo film dimostra una
forza di volontà, un coraggio e una determinazione incredibile che lo porteranno a
raggiungere l’obiettivo della salvezza.
Ci sentiamo di consigliare la visione di questo film perché può essere sicuramente
d’aiuto per capire meglio le emozioni e i sentimenti provati dalle persone
perseguitate durante la seconda guerra mondiale ma in generale anche ciò che può
provare qualsiasi popolo debba scappare o difendersi da una persecuzione.
Asia e Camilla 3E