Attività in classe · Parole · Portatori di memoria

La giornata della memoria Per La 3B

Per la giornata della memoria abbiamo deciso di ascoltare la storia di Janine, un’amica di Liliana Segre morta al campo di concentramento di Auschwitz, che abbiamo usato come spunto per scrivere delle lettere e delle poesie. Ecco alcuni degli elaborati che abbiamo prodotto

Cara Janine sono Liliana
la tua amica partigiana
ci siamo conosciute in un campo di concentramento
e non ci siamo lasciate neanche un momento
le cose che stavano accadendo
rendevano il mondo sempre più orrendo
e ad ogni esclamazione
era una costante brutta sensazione
a volte penso che avrei dovuto essere io quella a morire
piuttosto che farti soffrire
sulle tue ceneri ho pianto
e di quel giorno ho solo un rimpianto
il non essermi girata
perché fossi proprio impanicata
e l’averti lasciata andare
senza neanche salutare
non credere sai
che ti dimenticherò mai
vivi Janine vivi
ci vediamo in paradiso
così rivedrò il tuo meraviglioso sorriso

Titolo: “Voltati Liliana”
Ho provato a creare un “flipbook” che rappresentasse dal punto di vista di Janine il terribile momento in cui Liliana si allontana senza guardarsi indietro, mentre lei viene scartata e mandata alla camera a gas perché non più adatta al lavoro in fabbrica.
Il titolo nasce dal tentativo impossibile di cambiare il corso della storia.
Il “flip book” è un piccolo libro che contiene una sequenza di immagini che variano di pochissimo da una pagina all’altra in modo da simulare un movimento quando lo si sfoglia rapidamente. Sono partito da un filmato di mia sorella che faceva gli stessi movimenti della protagonista nel filp book. Così fermando il filmato ho riprodotto in disegni volutamente sempilici in movimenti impercettibili.

Ruben Chiommino 3B

Poesia:

Se fossi Liliana mi sarei voltato a darle un ultimo saluto.
Se fossi Janine avrei capito subito che sarei stato fottuto.
Se fossi una guardia direi che mi sparo da solo per tornare a casa.
Se fossi il dottore che decide chi salvare e chi morire farei passare solo chi è più cortese.
Se fossi Hitler non avrei fatto tutto questo.
Se fossi un ebreo avrei avuto solo la speranza.
Se fossi un cittadino avrei fatto finta di nulla.
Se fossi un soldato americano non sarei in grado di descrivere l’orrore di quello che avrei
visto.
Se fossi stato io non so cosa avrei fatto.
Se fossi…

Andrea Diani 3B

Compito:
Cara nonna,
Da qualche giorno sto pensando ad un episodio accaduto qualche tempo fa, con il gruppo dei miei amici.
Ti racconto brevemente: io e i miei amici ci siamo dati appuntamento al parco per fare una partita di calcio, mentre stavamo facendo le squadre arriva il mio miglior amico Davide che chiede al gruppo di giocare. Michele che, essendo un po’ comandino, si era preso il compito di fare le squadre mandava via Davide dicendogli che non era forte a calcio anche a causa del suo essere poco atletico. Davide non se lo faceva ripetere due volte e molto intristito e dispiaciuto si allontanava. Io, che ero abbastanza preso dalla partita, non mi soffermai su quello che era successo.
La sera a casa, mentre ero sdraiato sul mio letto non trovavo pace, rivedevo il miglior amico mandato via senza una vera ragione ma soprattutto senza che io avessi mosso un dito e questo mi faceva molto arrabbiare con me stesso.
Come ho potuto non aiutare il mio miglior amico? Perché non sono intervenuto? Perché non sono stato al suo fianco quando Michele l’ha allontanato?
Queste e altre domande girano continuamente nella mia testa e non riesco a capire il motivo del mio comportamento.
Nonna, ti ricordi quante volte mi hai parlato della tua amicizia con Janine con cui hai lavorato
nella fabbrica di munizioni nel campo di prigionia di Auschwitz?
Mi hai raccontato nel dettaglio il giorno in cui, a differenza di te, fu ritenuta non idonea al lavoro, a causa di un incidente alla mano, e tu avevi capito che questo per lei significava andare verso la morte.
Ma tu non avevi mostrato nei suoi confronti nessun segno di affetto o di comprensione e ancora dopo molti anni questo non te lo sei proprio perdonato.
Ancora oggi che sei diventata una persona importante, un simbolo per tutte le vittime della Shoah ma anche di ogni forma di discriminazione il tuo pensiero torna spesso a Janine.
Credo di aver capito fino in fondo il fatto che non ti sei perdonata l’indifferenza a cui il campo di concentramento ti aveva portato.
Cara nonna però il tuo racconto a tanti giovani come me ha lasciato il suo segno e ci ha aiutato a riflettere anche su noi stessi.
Sono sicuro che di questo Janine sarà contenta!
Con affetto tuo nipote Carlo.

Lorenzo Pilla 3B

Cosa c'è intorno a noi · Portatori di memoria

La Giornata Della Memoria Per La 3D

Per la giornata della memoria abbiamo scelto di visitare alcune pietre d’inciampo approfondendone la storia, poi abbiamo intervistato Annie Sacerdoti trascrivendo la storia e filmando il momento durante il quale la nostra ospite rispondeva ad alcune domande.

Intervista Video

Storia Dei Genitori Di Annie

1942-1943

Tora Presenzano, oggi Tora e Picilli, vicino a Monte Cassino, un paesino molto piccolo.

Il 28 settembre 1942 arriva un camion scortato da due carabinieri con sopra 30 napoletani ebrei destinati al lavoro coatto. Tra questi c’è anche il papà di Annie, Enrico. A causa delle leggi razziali del 1938 gli ebrei non possono fare il servizio militare, quindi gli uomini tra i 20 e i 30 anni vengono chiamati dal podestà per fare dei lavori agricoli.

Quando arrivano a Tora, la popolazione è inizialmente scioccata. Il barone del posto, dalle idee  liberali (famiglia Falco), raduna in chiesa la maggior parte della popolazione spiegandogli che queste persone erano pacifiche. Ciò aiuta i rapporti tra il popolo e questi giovani.

La situazione è tranquilla le famiglie li raggiungono pensando a una vita migliore. Tra queste persone c’è anche la mamma di Annie, Vanda, la quale trasloca e affitta una casa in centro, il cui proprietario era fascista.

Wanda è a casa ad ascoltare radio Londra, una radio proibita dai fascisti che parla da Londra e racconta cosa succedeva nella guerra. Moltissimi compaesani vanno ad ascoltarla da lei.

Ma un giorno Wanda viene scoperta: un carabiniere e un brigadiere le bussano alla porta mentre è sola e la portano in carcere. Ma Vanda è incinta e, visto che non c’era una macchina per portare i carcerati, un membro della famiglia Falco la porta in carrozza.

Wanda rimane in carcere per un breve periodo perché viene poi portata al processo a Cassino, dove viene condannata a 6 mesi di carcere.

In carcere la mamma di Annie è considerata “diversa” perché sa leggere e ha lasciato a casa due figlie e il marito Enrico, il quale spesso si rifugia in montagna. Le due bimbe hanno 4 e 2 anni.

Dopo 3 mesi e mezzo la Wanda viene liberata perché incinta. Quando esce dal carcere, l’aereo di un aviatore precipitò vicino a Tora. L’aviatore si rifugia nella casa di Vanda. La caduta viene segnalata e alcune donne del posto lo salvano vestendolo da contadino. Tutt’ora alcuni storici stanno cercando si ripercorrere la sua storia.

Passa qualche giorno e arriviamo all’8 novembre (data dell’armistizio), un momento chiave della storia italiana. Dopo l’armistizio arrivano i tedeschi in paese ed iniziano i rastrellamenti. Tutti gli ebrei scappano in montagna vivendo per qualche mese nelle foreste. Alcuni uomini di Tora vengono presi e portati in Germania, ma gli abitanti non rivelano che alcune famiglie che sono lì sono ebree. I tedeschi minano molte case per bloccare le strade agli alleati in modo di impedirgli di avanzare.

La casa di Wanda viene distrutta insieme a tutte le sue cose e molte famiglie, tra cui anche lei, vanno a vivere nelle grotte.

Nel novembre del 1943 nasce Annie. I tedeschi vanno via da Tora e, per non partorire in una grotta, i baroni del posto ospitano Vanda per il parto. Pochi giorni dopo arrivano in paese le brigate palestinesi. Nella guerra con gli inglesi c’era un gruppo di ebrei che  aveva fondato questa brigata. Quando le brigate scoprono che a Tora c’è questo gruppetto di ebrei nascosti, tra cui anche Vanda, decidono di andare a prenderli con un camion. E’ un’impresa molto complicata ma ce la fanno.

Quando gli abitanti tornano trovano tutto distrutto ma le persone non si abbattono e la vita continua il suo cammino.

Nel 2004 il comune di Tora e Picilli è stato insignito della medaglia d’argento per aver salvato molti ebrei.

Nel 2018 Annie è andata a Tora e Picilli per cercare la casa (ormai ricostruita) della sua famiglia. Sulla strada principale è stata fermata da un anziano signore, il quale ricordava bene Wanda. Questo signore aveva chiamato le sue figlie Vera e Sara, come le sorelle di Annie.

-3D

Storie di sport

Bebe Vio, la nostra campionessa!

Bebe Vio è conosciuta come la campionessa paralimpica della scherma, in tutta la sua vita ha vinto cinquantatre ori, nove argenti e sette bronzi. 

Nata a Venezia il 4 marzo 1997, all’età di circa undici anni è colpita da una meningite fulminante che le causa un’estesa infezione che rende necessaria l’amputazione delle gambe e degli avambracci. Dopo tre mesi in ospedale riprende subito la scuola, e inizia anche dei percorsi di riabilitazione presso Bologna per continuare la sua passione la scherma, dove è molto dotata fin da piccola.

Il suo primo oro lo vinse all’età di soli diciannove anni alle paralimpiadi di Rio De Janeiro nel 2016, dove alla fine delle paralimpiadi fece la porta bandiera. Nel 2017 conduce un programma televisivo La vita è una figata e posa per la fotografa Anne Geddes. Nel 2018 le viene conferito alla Camera dei deputati il Premio America della Fondazione Italia USA; nello stesso anno recita come doppiatrice nel film Gli Incredibili 2, e le viene dedicata una Barbie direttamente dalla Mattel (azienda molto importante nel settore dei giocattoli).

Quest’anno invece ha vinto alla paralimpiadi di Tokyo un argento e un oro, battendo una campionessa cinese 15-9.

Andrea Sofia Boscarello

Film e serie TV

Sotto il burqa, un film da vedere

Dati del film 

Titolo: Sotto il burqa
Personaggi: Shauzia, Nooria, Maryam, Parvana.
Produttori: Angelina Jolie, Tomm Moore, Paul Young, Anthony Leo, Andrew Rosen.

Trama: il film parla di una ragazzina che vive in Afghanistan, ogni giorno insieme al padre va al mercato per vendere oggetti o leggere e scrivere lettere, un giorno però Parvana attira per sbaglio l’attenzione di un gruppo di talebani e lei e il padre vengono aggrediti verbalmente; dopo il loro ritorno a casa il padre viene arrestato dai Talebani e portato in prigione con l’accusa di essere nemico dell’Islam (per aver insegnato a una ragazza a leggere e scrivere).
La famiglia rimane senza una figura maschile in casa, ma Parvana decide di farsi tagliare i capelli e vestirsi da ragazzo e prende l’identità di suo cugino Aatish e continuare l’attività del padre al mercato come venditore, lettore e scrittore. La ragazza ritrova una sua amica di scuola di nome Shauzia travestita anche lei da ragazzo insieme lavorano per raccogliere un po’ di soldi: Parvana per vedere il padre in prigione e la sua amica per andare al mare e essere libera.

Intanto la ragazza racconta al fratellino minore dei pezzi di una fiaba dove il protagonista è suo fratello maggiore e la sua vita.

Cosa ne penso?

A noi il film è piaciuto molto, le cose che ci sono piaciute di più sono state: l’alternanza tra la fiaba e la storia della ragazza, molto avvincente, con il colpo di scena finale dove si scopre la verità sul fratello di Parvana. Il personaggio che ha aiutato la ragazza e naturalmente Parvana che non si è mai arresa nel tentativo di salvare la famiglia. Il film è stato molto interessante nel suo insieme perché ci ha fatto vedere com’è l’attuale vita in Afghanistan

Voto 9  

Andrea Sofia Boscarello
Capozza Caterina
Francesco Fontana
Tamanna Yeasmen
Lorenzo Pilla

Cosa c'è intorno a noi · Portatori di memoria

Il mistero delle Rotonda della Besana

Rotonda della Besana, fonte Wikipedia

Oggi lo conosciamo come MuBa – Il Museo dei bambini, ma una volta cosa c’era al suo posto?

Bene, dopo attente ricerche ho trovato qualcosa di molto interessante: prima la rotonda era una chiesa-sepolcro, dove vennero sepolte più di 150.000 persone. Era infatti il cimitero del vicino Ospedale Maggiore. Per trasportare i morti c’era una strada che collegava l’ospedale maggiore al sepolcro: l’attuale via san Barnaba.

 La chiesa all’interno ha una pianta a croce greca, all’incrocio dei bracci si eleva una splendida cupola ottagonale. Gli architetti che ci lavorarono furono Attilio Arrigoni e Francesco Croce.

Dopo il 1792 l’edificio venne dismesso come cimitero, in seguito alla legislazione sanitaria austriaca che imponeva di spostare i cimiteri fuori dalla cerchia cittadina. Dopo essere stato bonificato e dopo vari avvenimenti, solo nel 1956 venne restaurato e adibito a manifestazioni culturali, per poi ricadere in disuso.

Infine negli anni ’90 del secolo scorso venne promosso l’attuale rinnovamento dei giardini e una ristrutturazione generale del complesso, per renderlo un luogo aperto al pubblico e oggi soprattutto ai bambini.

Francesco Fontana 3D

Film e serie TV · Le nostre recensioni

Il ragazzo che catturò il vento

Titolo: Il ragazzo che catturò il vento
Data di uscita: 2019
Personaggi: William Kamkwamba, Trywell Kamkwamba, Agnes Kamkwamba, Annie Kamkwamba, John Kamkwamba, Wimbe, Edith Sikelo, Mike Kachigunda, Glibert Wimbe.

Trama: William Kamkwamba è un ragazzo che vive in un villaggio nel nord del Malawi. Nel tempo libero si diverte ad aggiustare apparecchi elettronici, prendendo i componenti necessari alla discarica. Inizia a frequentare la scuola media ma, poiché il padre non può più pagargli la retta, gli viene impedito di frequentarla. Per avere l’accesso alla biblioteca allora William “ricatta” il suo prof di scienze, che ha una relazione con la sorella. Il villaggio viene colpito da una forte carestia, e la famiglia viene derubata dello scarso raccolto;  la gente pian piano inizia ad abbandonare il villaggio tra queste persone c’è anche la sorella che è partita con l’insegnante di scienze. William escogita un piano per costruire una pala eolica che alimenta la pompa dell’acqua, tuttavia suo padre trova inutili i suoi tentativi e nega a William di smontare la sua bici. Dopo che il cane di famiglia  muore di fame, William e suo padre si riconciliano, costruiscono insieme un mulino a vento che porta acqua alla semina del raccolto.

Giudizio: A noi il film è piaciuto molto, le cose che ci sono piaciute di più sono state: la determinazione del ragazzo nel costruire la pala eolica; il conflitto tra William e suo padre che inizialmente hanno idee contrastanti; il fatto che alla fine si riconciliano e lavorano insieme; il racconto di una realtà dell’Africa, il fatto che il film sia tratto da una storia vera!

Voto: 9,8

Andrea Sofia Boscarello
Capozza Caterina
Francesco Fontana
Tamanna Yeasmen
Lorenzo Pilla

Le nostre recensioni · Libri

Recensioni… da copertina!

Nel corso estivo ci siamo divertiti a sperimentare la tecnica del “tutto in una pagina” per recensire libri (soprattutto), film e serie tv direttamente sulla copertina/locandina. Sono nate così le nostre “RECENSIONI DA COPERTINA”!

  1. Allan Stratton, La casa dei cani fantasma

2. Luigi Garlando, Vai all’inferno Dante!

3. Siobhan Down, Il mistero del London Eye

4. Shane Peacock, L’occhio del corvo

5. Nicoletta Borlotti, La bugia che salvò il mondo

6. Paola Caridi, Geusalemme

7. John Grisham, L’indagine

8. Antoine de Saint-Exupéry, Il piccolo principe

9. Dino Buzzati, La famosa invasione degli orsi in Sicilia

RECENSIONI FILM/SERIE TV

Film: Super size ME 2

Serie tv: My hero Academia