Parole · Portatori di memoria

Luigi, il fratello di mio nonno

Quello che segue è un contributo Alex Giammaruco, portatore di memoria.

Il fratello di mio nonno che si chiamava Luigi era un poliziotto italiano  aveva capito quello che stava succedendo in Italia; aveva capito che il nazismo e il fascismo erano un male e lui non voleva più stare al servizio dello stato. Decise di non eseguire  più gli ordini, come  arrestare dei cittadini che tenevano ebrei nascosti o giustiziare partigiani.

Dopo questa decisione venne preso e messo in un carro che lo portava in Germania. Quando arrivò a Torino il carro venne assalito e Luigi venne liberato da alcuni partigiani.  Ma poiché lui viveva in Puglia e non poteva attraversare le grandi città perché  rischiava di essere preso, fece tutto a piedi, da Torino alla Puglia.  Una lunghissima camminata insieme a un suo amico. Arrivò a casa dopo due mesi e non venne più preso.

Questo scritto vuole ricordare Luigi,  per il coraggio che ha avuto e per essere stata una persona con un’anima grande.

il mio 25 aprile e il mio primo maggio · Parole · Portatori di memoria

Un omaggio a chi è morto per il lavoro

Di Matilda Schiavone

Il 1 maggio è la festa dei lavoratori, di lotte per i diritti e per la riduzione della giornata lavorativa.

Questa giornata nasce nel 1866 dopo una promozione del governo a Chicago.

Ci sono state persone morte per i diritti e ora non vediamo l’ora di ritornare a casa e pensare “evviva domani è l’1 maggio e non si lavora”, ma bisogna pensare che molte persone hanno perso la vita per arrivare a ottenere la libertà   une lavoro sicuro e non pericoloso.

Le leggi per i lavoratori sono state fatte proprio per tutti, ma molti non hanno ancora questi diritti e infatti molte persone dall’altra parte del mondo o anche da questa parte del mondo addirittura non hanno nemmeno il lavoro! Ma i diritti sono necessari e irrinunciabili per tutti, per tutte le persone, tutti i bambini. Se così non fosse la nostra comunità andrebbe  a rotoli.

 Grazie a tutte le persone che hanno cercato nella loro vita di andare contro le ingiustizie! 

Grazie a tutte le persone che anche nella vita quotidiana, se vedono un’ingiustizia non stanno zitte, ma parlano e si indignano contro le persone che invece calpestano i diritti.

 E poi mi fa arrabbiare pensare che alcuni diritti non ci sono ovunque, per esempio il diritto di andare a scuola. Non tutti possono andare a scuola, il diritto di mangiare, non tutti purtroppo possono mangiare, non tutti ne hanno i mezzi.

Tutte le persone che hanno lottato per ottenere diritti per i lavoratori, contro lo sfruttamento dei lavoratori, sono state fondamentali per tutti.

Oggi  è un giorno veramente felice e speciale perché ti rendi conto di quanto le persone a volte possano essere meritevoli e possano aiutare la gente. 

Apprezziamo tutti il lavoro, perché è un diritto faticosamente conquistato, non odiamolo ma neanche “esageriamo”.

Grazie per la lettura.

Parole · Portatori di memoria

Memoria e filanda

Un racconto della prof Albertini.

 Ho ritrovato questo volantino distribuito agli operai, tra il 1910 e il 1915 ai cancelli della filanda di Cormano in provincia di Milano, dove lavorava mia nonna.

Mia nonna che si chiamava Virginia Astesani era nata nel 1893, era andata a scuola fino alla seconda elementare e a stento sapeva leggere.

Mi ha sempre recitato questo testo a memoria dicendo che lei, giovanissima, semi-analfabeta, quando lo aveva letto per la prima volta aveva capito quanto fossero vere le parole riportate e quanto la sua situazione si rispecchiasse nel testo.

La mia nonna è arrivata fino a 104 anni.

 

Orsù compagne andiamo

Il fischio già ci chiama

Mentre la ricca dama, stanca di amoreggiar

Inizia a riposar

    Sono le 5 appena

    Ma già il padron ci vuole

    Ci aspettano le spole, andiamo a lavorar

    Il ricco ad ingrassar

Se ci si spezza il filo

Il direttor ci insulta

E poi con una multa lui ci dimezza il pan, non mangerem doman

    Noi siamo ognor sfruttate

    Noi siamo ognor divise

    Perché non ci associam, perché non combattiam?

Orsù compagne andiamo

Più nulla temeremo

Se unite noi saremo

Non dovrem più soffrir perché nostro è l’avvenir!!!

 

 

Le nostre recensioni

Film della settimana-Shutter Island

Articolo di Niccolò Cannarozzo

Genere: Thriller

Data di uscita:5 marzo 2010(Italia)

Regista: Martin Scorsese

Distribuzione in *Italiano*: Medusa Film

Candidature: 9 premi Award

Attori: Leonardo DiCaprio, Ben Kingsley, Mark Ruffalo

 

Trama: Rachel Solando, paziente del manicomio criminale sull’isola di Shutter, scompare all’improvviso. L’agente federale Teddy Daniels accompagnato dall’ufficiale Chuck Aule, deve indagare per risolvere il mistero

Il mio commento: Secondo me è un bellissimo Thriller che se non seguito bene ti manda in pappa il cervello, e fidatevi, il finale è una grandissima sorpresa, come quelle cose che quando guardi ti fanno esplodere gli occhi, quindi, in conclusione, guardatelo, garanzia assicurata.

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Le nostre recensioni

RECENSIONE SUBWAY SURFERS

articolo di Alfredo Coccia

L’applicazione è gratuita e vanta circa un miliardo di download. Subway Surfers è un gioco  in cui bisogna schivare i treni in arrivo e i frequenti ostacoli, cercando di prendere più monete possibili.

Il percorso è dotato da più corsie, precisamente tre.

In Subway Surfers si corre, si salta e si cambia corsia, principalmente, ma non è finita qui.  Nell’applicazione sono anche presenti casse, tanti personaggi, modifiche dei personaggi, potenziamenti durante la partita, hoverboard, lettere che possono servire a riscuotere dei premi e chiavi.

Le chiavi sono una valuta del gioco oltre alle monete.

Nel gioco è anche presente una musica di sottofondo che io trovo fantastica.

Ogni tot. Di tempo si cambia ambientazione(ora si è a Buenos Aires, a Pasqua in Islanda). I cambi di città o stato rendono il tutto più piacevole. I comandi sono semplici e intuitivi. Bisogna avere nervi saldi, riflessi pronti e calma. Subway Surfers non ha fine.

Pregi:

-Una grafica veramente spettacolare ma simpatica allo stesso tempo

-Gli aggiornamenti frequenti ma sempre variegati e originali.

-Tanti personaggi

-Controlli semplici e intuitivi

Difetti:
-È un gioco con solo una modalità, sarebbe stato più interessante  vederne delle altre .

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La finestra sul cortile · Parole

Mi manca… Non vedo l’ora

La nostra redattrice Gaia ha chiesto di scrivere una riflessione di getto su questo periodo  pensando a cosa ci manca adesso o a cosa non vediamo l’ora di fare, quando di nuovo potremo uscire un po’ più di casa. Alcuni di noi hanno risposto al suo appello.

Ecco il video con cui Gaia ha voluto racchiudere le nostre parole.

E ecco qui di seguito le riflessioni..

Mi manca nuotare dietro una palla e sentire gli schizzi d’acqua in faccia., proteggerla come fosse un tesoro per poi tirare davanti alla porta e tirare. Mi manca quell’emozione che avevi a scuola quando ti riconsegnavano le verifiche. Mi manca guardare i miei amici capirci senza dire niente; mi mancano risate, mi manca abbracciare i miei nonni, correre nei corridoi…Voglio tornare a essere felice e vivermi la vita con il sorriso…

Gaia

Mi manca uscire vedere gli amici, correre, giocare, divertirmi, sfogarmi e perfino tornare a scuola, giocare a basket, vestirmi in modo normale e non in pigiama, insomma tornare alla vita normale.

Nico

Mi manca uscire di casa, le risate con gli amici, le partite a calcio nel parco vicino, vedere i film al cinema, andare a mangiare fuori, forse anche ritornare a scuola, prendere la 92 per andare a scuola con degli amici, svegliarsi alle sei di mattina senza vedere il sole, mi manca un po’ la normalità

Alfredo

Vorrei volare via e avere le ali di una colomba

Vorrei che fosse tutto un sogno e non sopportarlo sulla mia schiena.

Gli sguardi arrabbiati delle persone,

e gli occhi chiusi.

Vorrei essere lontana, in vacanza su una amaca

Vorrei aprire le mie ali e andarmene,

non solo le ali della mente, delle ali reali per volare via.

Vorrei essere lontana, in vacanza su un’amaca

A lasciarmi dondolare dal vento.

Ma questa è la realtà e io devo accettarla.

Ma anche la realtà che come questa non ci piace prima o poi finisce,

e allora io posso ritornare a volare.

Teresa

Mi manca uscire di casa, indossare vestiti che sono troppo pigra per mettere in casa, parlare con la gente, andare in giro con gli amici, guardare verso il basso e vedere i jeans leggermente lunghi e le scarpe bianche che si appoggiano sul grigio marciapiede sporco. Mi manca prendere il tram per andare all’arena a fare atletica, o quelle giornate apparentemente interminabili in cui volevo solo dormire.

Irene B.

Mi mancano da morire:
gli abbracci, le carezze, i sorrisi, i baci degli amici
gli occhi e le espressioni degli alunni della scuola
le emozioni dell’andare in moto verso il mare il venerdì sera e all’improvviso sentire l’odore dei glicini, del pitosforo e del mare
le abitudini di una vita “normalmente preziosa”
le serate al cinema
le serate con gli amici
il dire: dove andiamo?
cosa ho scoperto però:
una inaspettata vicinanza con alcune persone
un lungo periodo che non credevo fosse più possibile di convivenza con i miei figli
il piacere delle lunghe telefonate con gli amici come quando ero giovane
la voglia di tornare a lavorare

Monica Albertini

Non vedo l’ora di:
camminare liberamente per la mia città, senza sentirmi limitato e sorvegliato; condividere con altri il fare musica, un caffè al bar, un cibo o un bicchiere; riposare i miei occhi, chiudendo tutti gli schermi, piccoli medi grandi, che rappresentano ora l’unico mezzo di interazione con il mondo esterno; poter andare in biblioteca o in una libreria non virtuale.

Mario Lacchini

Mi manca non poter uscire con gli amici, non poter parlare con loro guardandoli in faccia, non poterli abbracciare. Mi manca fare la strada per andare e tornare da scuola, il profumo dei pasticcini appena sfornati davanti alla pasticceria e il fatto di potermi guardare intorno e dire: “ora sono davvero libera”. Mi manca la felicità dopo una lunga giornata di scuola nel tornare a casa e riposarmi. E mi manuali momento della sera quando nel letto ripensavo a tutto ciò che avevo fatto in giornata.

Sophie

Mi mancano i baci a quel viso di bimbo con occhi blu e lentiggini, mi manca non poter abbracciare chi amo e porta dentro di sé una nuova vita, mi mancano il sapore del caffè con i colleghi, le lacrime davanti ai film al cinema con le amiche, il rumore degli applausi a teatro con un amico, mi manca la città che non posso vivere, mai così bella come ora, con l’aria tersa, il cielo azzurro, i colori della primavera.

Caterina Ruggiero

Mi manca… mi manca poter essere me stesso e poter fare quello che voglio, mi manca il pensiero di non essere costretto, il pensiero di non dover vivere tutto il tempo dentro una scatola, mi manca quel pensiero, quel profumo del parco, della scuola della strada, dei miei amici, di tutto
Niccolò Cannarozzo

Non vedo l’ora di assaporare con lo sguardo i miei luoghi, aperti e chiusi. Li guarderò con uno sguardo nuovo. Mi manca sentirmi libera di lasciare andare le emozioni, anche con il corpo. Gli abbracci. I sussurri agli amici. Mi manca cantare insieme a altri. Mi manca camminare. Mi manca condividere, uscire senza pensare, andare al cinema, le cene con gli amici. Mi manca il pensiero di una possibile ‘normalitá’.

Lara Pipitone

La finestra sul cortile · Parole

LA QUARANTENA E’ UNA RESTRIZIONE DELLA NOSTRA LIBERTÀ?

articolo di Matilda Schiavone

Guardo fuori dalla finestra silenzio solo silenzio.

 Ed è proprio questo che ci sta accompagnando in questa avventura “il silenzio”.

 Non vediamo l’ora di ritrovarsi nel mondo reale, trovarsi faccia a faccia con delle persone, abbracciarle, dare loro un bacio, rispettarle, amarle e infatti adesso vorremmo semplicemente guardare in faccia la gente, anche se non si può a causa delle mascherine, sentire gli oggetti che non si possono toccare a causa dei guanti.

La quarantena non è però una restrizione della nostra libertà, infatti si possono fare comunqueun sacco di cose.

Scoprire  cose nuove tipo cucinare, disegnare e fare giardinaggio, cose che non ci saremmo mai messi a fare prima.

I documentari per esempio ti fanno ritornare alla vita normale. Vedi degli animali, delle creature che non stanno percependo la quarantena e ti fanno ricordare che dopo torneremo in un mondo meraviglioso.

 Infatti le ricchezze più grandi che abbiamo sono la flora e la fauna.

Fermiamoci un attimo a pensare e riflettere a tutta la fortuna che abbiamo a stare in un paese sicuro, perché per molti non è così e da loro il  problema non è solo un virus ma è un immensità di dolore e atrocità.

Rifletti: sei sicuro che il corona virus sia il problema più grande?

Molti pensano che sia una delle cose più brutte stare con le proprie famiglie, sopportare i litigi, mantenere l’ordine, stare tutto il giorno con una persona che ti dà delle regole…

Ma non è quello il vero problema. Bisogna stare un attimo a pensare e accorgersi che molti neanche hanno una famiglia e che ti stai lamentando per nulla.

Dobbiamo resistere. Basta guardare in alto, guardare il sole che c’è oggi, ma non pensare che non puoi uscire con un sole così bello, perché sennò continuiamo giorno per giorno ad deprimerci sempre di più.

Beh sicuramente quando usciremo non ci mancherà dire ho voglia di tornare a casa.

E ricordati una cosa: la quarantena non è solo una restrizione della tua libertà, ma può essere un modo per farti imparare cose nuove e per farti girare per strada sicuro dopo.

p.s. non deprimerti mai andrà tutto bene.

 

il mio 25 aprile e il mio primo maggio · Parole · Portatori di memoria

Quando l’ingiustizia diventa legge, la resistenza diventa dovere.

Articolo di Sophie Mejean

Oggi è il 25 aprile il giorno della festa della Liberazione!

La festa della Liberazione d’Italia, conosciuta anche come anniversario della Resistenza, è la giornata nella quale si rende omaggio ai partigiani di ogni fronte che a partire da 1943 contribuirono alla liberazione dell’Italia dal governo fascista e dall’occupazione del paese da parte dei nazisti.

La resistenza era inizialmente composta da poche migliaia di uomini, assunse consistenza grazie ad una vasta partecipazione di operai e contadini. 

Il 25 aprile, però, non è solamente un giorno ma anche un momento in cui bisogna prendersi del tempo per riflettere, riflettere al fatto che l’Italia che conosciamo oggi con le sue libertà e la sua costituzione, per cui i nostri genitori, nonni e bisnonni hanno lottato duramente, non è stata un regalo ma una conquista. 

Essa è una conquista che va ricordata, tramandata, protetta e coltivata.

Se mai qualcuno dovesse minacciare la tua libertà o quella dei più deboli tu devi far sentire la tua voce, combattere i soprusi, scendere per manifestare quello in cui credi.

Il 25 aprile consegna nelle nostre mani l’impegno a non arretrare mai davanti a ogni forma di fascismo e di oppressione, soprattutto verso i più deboli perché i fascisti e gli oppressori cominciano sempre attaccando loro per poi arrivare a togliere la libertà a tutti.

Pochi partigiani sono ancora in vita ed è per questo che noi dobbiamo prenderci l’impegno di continuare a manifestare e a raccontare quel 25 aprile 1945 che ci ha reso un paese libero e democratico grazie alla lotta e al sacrificio di molti partigiani morti per la libertà.

Essendo la libertà partecipazione domani in questo insolito 25 aprile alle 15:00 affacciamoci tutti, grandi e piccoli, dai balconi e dalle finestre intonando le parole dell’inno partigiano “Bella Ciao” e facciamo sempre in modo che tutte le persone morte per la nostra libertà non siano morte invano.

Buon 25 aprile a tutti.