Oltre la cattedra racconta l’altro volto dei nostri insegnanti: i loro interessi, le loro passioni extrascolastiche. Oggi intervistiamo la professoressa Valentina Annati, insegnante di lettere nella nostra scuola.
Che materia insegna?
Insegno Lettere nella sezione B.
Cosa sognava di fare da bambina?
Ho sempre sognato di trovare un lavoro che mi permettesse di stare con i ragazzi o con i bambini. Mi immaginavo insegnante, anche se la scelta definitiva e consapevole l’ho intrapresa di fatto strada facendo, col trascorrere degli anni e degli studi.
Come è nata l’idea di insegnare?
L’idea di insegnare l’ho abbracciata anzitutto amando la scuola da studentessa, in particolare amando le materie che poi avrei scelto negli studi universitari, e poi rendendomi conto che la mia vita era stare con i ragazzi… ho unito gli indizi che avevo imparato a riconoscere, e ho capito qual è il mio posto nel mondo.
Cosa le piace fare al di fuori della scuola?
Amo trascorrere il mio tempo libero facendo ciò che mi appassiona: faccio sport, leggo, vado a teatro, al cinema e ai concerti, ma sopra ogni cosa cerco di vivere in compagnia delle persone che mi fanno star bene, semplicemente condividendo una passeggiata, un caffè, una cena, una gita, un viaggio…
Quindi ama viaggiare?
Sì, davvero moltissimo. Dico spesso che se vincessi alla lotteria (non giocando mai forse è difficile che si realizzi questa ipotesi) spenderei metà del premio in beneficenza e l’altra metà in viaggi. Ovunque, in Italia, in Europa, nel mondo intero… mi appassiona conoscere nuovi paesi, nuove culture, l’idea di svegliarmi davanti a nuovi orizzonti. E poi tornare a casa, sempre. Arricchita e grata.
Quali tecniche di motivazione utilizza con gli alunni meno inclini agli studi?
Non ho una strategia specifica, so però con certezza che devo partire sempre dalla relazione personale con gli studenti. Cerco di scovare il punto di contatto con ciascuno, partendo dalle persone che sono, dalla loro umanità, dalla loro storia unica e irripetibile. Il ragazzo che mi sta di fronte è il fine, l’unico centro dello sguardo. Lo studio è per voi un mezzo, uno strumento, un’opportunità di conoscenza del mondo ma forse anzitutto di voi stessi. Così è per me. Questa è di sicuro la sfida più affascinante della nostra professione.
Musica preferita?
Mi piace ascoltare di tutto, sia della musica italiana sia di quella straniera, soprattutto americana ed inglese. Spazio dal pop al rock, alla musica classica, che è il mio sottofondo mentre studio o correggo. Se devo trovare un genere in particolare, però, dico hip-hop e rap.
Oltre la cattedra racconta l’altro volto dei nostri insegnanti: i loro interessi, le loro passioni extrascolastiche. Oggi intervistiamo il professor Francesco Pillitteri, insegnante di matematica e scienze nella nostra scuola.
1. Che materia insegna? Insegno Matematica e Scienze alle medie
2. Cosa sognava di fare da bambino? Forse per un periodo avrei voluto fare l’archeologo
3. Come è nata l’idea di insegnare? L’idea di insegnare è venuta negli anni del liceo, ma non era l’unica, infatti ce n’erano altre.
4. Cosa le piace fare al di fuori della scuola? In passato nuotavo tanto. Oggi mi piace fare passeggiate e quindi camminare tanto, perché mi rilassa e mi distrae. Poi sto con i miei amici e amiche e passo il mio tempo insieme a loro.
5. Ama viaggiare? Si, mi piace molto viaggiare.
6. Quali tecniche di motivazione utilizza con gli alunni non inclini allo studio? Far capire che nel mio caso la matematica, che può sembrare una materia distante, in realtà la applichiamo tutti i giorni. Per esempio quando andiamo a comprare qualcosa, facciamo dei calcoli per capire quanto costa, quanto abbiamo in tasca, se ci arriviamo e quanto ci manca. Ma anche altri aspetti che riguardano le scienze per esempio avere dei risvolti nella vita di tutti i giorni.
7. Che musica ascolta? Un po’ tutta, non ho un genere in particolare che mi piace più degli altri.
Oltre la cattedra racconta l’altro volto dei nostri insegnanti: i loro interessi, le loro passioni extrascolastiche. Oggi intervistiamo il professor Gianluca Lubelli, insegnante di matematica e scienze nella nostra scuola.
Che materia insegna?
Insegno matematica e scienze presso questa scuola, l’Istituto Comprensivo Morosini Manara.
Cosa desiderava fare da bambino?
A dir la verità non avevo le idee chiare ma ricordo che fin dalle scuole elementari ero affascinato dalla tecnologia, mi piaceva armeggiare con le apparecchiature elettroniche, riparare i miei giocattoli e, un po’ più grande, quando ero alle scuole medie, costruire piccoli circuiti elettrici; per questo motivo mi sono iscritto poi all’Istituto Tecnico Industriale con la specializzazione in microelettronica.
Com’è nata l’idea di insegnare?
Subito dopo la laurea ero alla ricerca di un impiego e la mia prima esperienza è stata una supplenza come insegnante proprio in una scuola media. Dopo questa esperienza ho cambiato completamente attività, esercitando una professione più attinente a ciò che ho studiato all’Università e non ho più pensato alla possibilità di insegnare. Dopo diversi anni a causa di una crescente insoddisfazione nel lavoro che svolgevo, ho deciso di cambiare mestiere e, quando si è presentata l’occasione, ho intrapreso il percorso che mi ha portato oggi all’insegnamento.
Cosa le piace fare al di fuori della scuola?
Come molti mi piace socializzare uscendo con gli amici, ovviamente quando c’è la possibilità, fare un minimo di sport, andare al cinema o a teatro che, purtroppo per me, non preferisco ma che mia moglie adora.
Quali tecniche di motivazione utilizza per gli alunni meno inclini agli studi?
Molto spesso cerco di dialogare con loro individualmente, li prendo da parte e e attraverso un discorso motivazionale che si basa sull’esperienza e sulla fiducia, punto a far aumentare la loro autostima e, soprattutto, la sicurezza nelle loro capacità. Durante le lezioni tento spesso di affascinarli con giochi di logica o matematici che gli permettano di vedere anche ciò che c’è di divertente nella materia che insegno.
Ama viaggiare?
Si, moltissimo, nella mia vita ho viaggiato tanto. Una cosa che ho fatto appena ho compiuto i 18 anni è l’Interrail, un’esperienza che consiglio spesso anche ai ragazzi delle mie classi; ovviamente quando saranno più grandi. Poi dopo aver preso la patente ho viaggiato in macchina per quasi tutta l’Europa. Con gli anni, però, in aereo, ho visitato anche altri continenti. Penso che viaggiare sia bellissimo, perché si impara tantissimo: lingue, storia, stili di vita; per certi versi viaggiare è una scuola “in pratica”: niente libri, niente aule, tante materie tutte da studiare liberamente.
Che tipo di musica ascolta?
Io in realtà ascolto di tutto, ho iniziato ad ascoltare il Metal quando avevo circa 15 anni ma col tempo ho imparato ad apprezzare un po’ tutti i generi musicali.La musica ci fa compagnia, spesso scegliamo di ascoltarla in base al nostro umore e, già solo per questo, qualunque melodia diventa bella al nostro udito, inoltre sono dell’idea che siccome la musica è una lingua universale non trovo molto intelligente fare delle preferenze per genere o provenienza.
«Dai muoiono tutti, uomini e donne, dov’è la differenza?»
Quest’anno in classe, con la prof.ssa Pipitone, abbiamo affrontato il tema della violenza sulle donne. Tra le letture consigliate sul tema c’era il libro Ferita a morte di Serena Dandini. Ci siamo appassionate all’argomento e lo abbiamo letto, questo è ciò che abbiamo imparato.
Le donne vittima di violenza chi sono? Sono mogli, ex mogli, sorelle, figlie, fidanzate, ex fidanzate che “non sono state ai patti”, che sono uscite dal “solco delle regole” assegnate dalla società e questa disobbedienza è stata fatale.
Oggi vengono definiti femminicidi, una volta la cronaca nera li chiamava “delitti passionali”: frutto di liti in famiglia, dove, si sa, è meglio non ficcare il naso. Sono morti annunciate, che tutto il vicinato aveva previsto ma nessuno ha mosso un dito, perchè ognuno a casa sua fa come gli pare; sono casi giudiziari che vengono liquidati come inevitabili conseguenze di un “improvviso raptus di follia” e invece sono la coerente conclusione di violenze durate a volte un’intera vita.
I DATI Secondo l’Istat, nel 2021 i femminicidi sono stati 139. I dati inseriscono il nostro Paese nella classifica degli omicidi contro le donne, che si verificano ormai con una cadenza matematica di una vittima ogni due-tre giorni.
L’Italia è l’unico paese in Europa richiamato dalla CEDAW (Convention on the Elimination of All Forms of Discrimination against Women). I Paesi con il più alto tasso di femminicidi sono El Salvador, Giamaica, Guatemala e Sudafrica, che registrano dieci casi ogni centomila donne.
I MOTIVI Sempre più spesso i delitti avvengono per l’incapacità di elaborare il lutto di una separazione, per la difficoltà di trasformare in dialogo la frustrazione di un fallimento. Le donne hanno imparato a lottare per la loro autonomia economica, cominciando a trovare il coraggio per inventarsi una vita diversa, anche a costo di stare da sole con i figli.
Gli uomini invece non ce la fanno a lasciarle andare, non reggono l’abbandono che è vissuto come un affronto atavico che colpisce e annienta orgoglio e amor proprio. Spesso la spinta principale per la maggior parte dei femminicidi è il tentativo di eliminare fisicamente la fonte di questa disperazione.
Perché le donne non denunciano? La maggior parte delle vittime di violenza non ce la fa a denunciare, per paura, per le possibili ripercussioni, per vergogna, perché non sa dove andare e come sostenersi, per non ammettere il fallimento del proprio matrimonio, per preservare i figli che invece – non solo sanno e vedono sempre tutto – ma, se non sono allontanati da un contesto violento, tendono a ripercorrere le stesse strade in una reazione a catena senza fine.
LE ASSOCIAZIONI ANTIVIOLENZA In tutta Italia esistono associazioni che aiutano le donne che subiscono violenze, fornendo aiuti concreti di qualsiasi genere.
Associazione Differenza Donna, Roma
E.M.M.A. ONLUS, Torino
Fiorinda, Napoli
Donne insieme contro la violenza onlus, Milano
Associazione Thamaia Onlus, Catania
Mamachat, Online
Centro antiviolenza Frida Kahlo, Pisa
Esistono centinaia di associazioni pronte ad aiutare le Donne, ma quello che serve veramente è il coraggio di denunciare.
TESTIMONIANZE Riportiamo alcune delle testimonianze contenute nel libro “Ferite a morte” di Serena Dandini. Le frasi riportate qui di seguito sono pezzi di storie di donne uccise, frasi pronunciate da loro stesse o da chi stava loro vicino.
“Avevamo il mostro in casa e non ce ne siamo accorti. Avevamo il mostro in casa e non ce ne siamo accorti…”
Teresa, Il Mostro
“Lui vendeva stoffe al mercato e aveva gli occhi di gatto, ma io ero già sposata con Mhamed, che aveva quarant’anni più di me”
Anonimo, Occhi di Gatto
“Sangre del silencio. saltando al vacìo, Sangre instante donde nazco adolorida, Nutrida de mi ultima presencia.”
Poesia dedicata, Ni Una Mas
“E’ più facile che un cammello passi attraverso la cruna di un ago, che una donna manager entri in un consiglio di amministrazione…”
Anonimo, Quote rosa
“Se cambio la serratura ha detto che m’ammazza, dice che è anche casa sua. La cambio? Non la cambio? E io non l’ho cambiata, così è entrato di notte…”
Anonimo, Le chiavi di casa
“Sono rosa e sembrano caramelle, invece sono pillole per le mucche, servono per far ingrassare il bestiame ma le danno anche a noi bambine per crescere in fretta e mettere su un po’ di carne, così alzano i prezzi e ci vendono meglio”
Shamila, Cow Pills
“Con chi eri al cinema? P*****a! Io m’ammazzo se non ti posso avere, ma prima ammazzo te.”
“Zuccherino”, You&Me
“E infatti la punizione è stata terribile, mi hanno strangolata e poi bruciata, il mio corpo lasciato al vento nelle campagne di Misilmeri. Erzulie è capricciosa e non perdona chi si ribella.”
La vittima di Erzulie, Voodoo Style
“Sui giornali hanno scritto: «Un raptus improvviso di follia», ma quando mai? Erano anni che lo diceva ai quattro venti.”
Mercoledì (Wednesday) è una studentessa liceale dal carattere cupo, che si rivela pericolosa per gli altri studenti della sua scuola superiore, dove, per difendere il fratello Pugsley dai bulli, adotta soluzioni un po’ estreme che determinano la sua espulsione.
I genitori, Morticia e Gomez, decidono così di portare la figlia alla Nevermore Academy, scuola privata frequentata da “reietti” (individui con poteri soprannaturali), in cui hanno studiato loro stessi durante l’adolescenza.
Lì Mercoledì dovrà condividere la stanza con una ragazza-lupo, Enid Sinclair, dal carattere gaio e raggiante, amante dei colori, della compagnia, delle feste… in sostanza, il contrario di Mercoledì. Oltre a coltivare per la prima volta legami di amicizia veri, Mercoledì imparerà a usare i suoi poteri psichici per fare luce su alcuni fatti che avevano colpito la sua famiglia ben 25 anni prima.
Scoprirà inoltre segreti e risvolti inquietanti di Jericho, la cittadina che ospita la Nevermore, e del suo fondatore, Joseph Crackstone, un fanatico religioso a capo di una setta di pellegrini. Essi agli inizi del XVII secolo, avevano occupato la cittadina sterminandone i precedenti abitanti, incolpandoli di stregoneria e di laicità. Avevano accusato anche una lontana antenata di Mercoledì, Goody Addams, che però era riuscita a fuggire dalla carneficina e a porre fine alla vita di Crackston.
Questa serie di Netflix è l’inno alla diversità e all’importanza di esserlo purché si mantenga un minimo di normalità per consentire agli altri di capirci più facilmente.
Vicino alla nostra scuola, precisamente in piazza Grandi, sotto la fontana dedicata a Giuseppe Grandi, si trova il Rifugio antiaereo N.56.
Nella Seconda Guerra Mondiale, durante i bombardamenti di Milano, le persone fuggivano e andavano nel rifugio antiaereo più vicino per ripararsi.
Il rifugio antiaereo N. 56 è grande circa 250 metri quadri, è suddiviso in 24 stanze, si trova 3 metri sotto terra ed è in grado di contenere fino a 450 persone; inoltre è uno dei meglio conservati in tutta la città.
Quando era in funzione, era vietato l’ingresso ai cani e ad altri animali e inoltre era vietato fumare.
Ogni rifugio era dotato di scorte di acqua e cibo nel caso i bombardamenti fossero durati più giorni: adesso al suo interno non c’è più niente se non una panchina come simbolo di attesa per le prossime persone che verranno.
Abbiamo trovato delle testimonianze di persone che hanno vissuto e raccontato la loro esperienza e di quei tragici attimi (fonte FattoQuotidianoMagazine).
Un esempio è la testimonianza di Mario Bossi che disse che i peggiori bombardamenti arrivarono nel ‘42 quando gli inglesi iniziarono a sferrare i primi colpi diurni: “Stavo passeggiando con mio padre nei pressi di una delle botole d’entrata, quando ad un tratto udimmo un boato fortissimo. La terra oscillava percettibilmente. Erano stormi da caccia, scorrazzavano in cielo mitragliando a più non posso”.
Un’altra testimonianza significativa è quella di Carla Carolina Cresta Vecchi, una signora anziana che rimase orfana di madre all’età di 2 anni: “In tempo di guerra vivevo a un soffio dal bunker e anche se nel suo ventre non mi ci rifugiai mai, vidi cose che mi fecero tremare il cuore. L’inverno del ’42 poi, fu tremendo… Papà mi aveva promesso un paio di scarpine nuove, stavo provandole quando a un tratto fummo scossi da un groviglio bollente di onde d’urto. Volammo dritti nello scantinato del negozio. Le signore urlavano, le vecchie pregavano, i bambini piangevano.”
La botola di ingresso al rifugio antiaereo
Oggi il rifugio è visitabile grazie al FAI e a gruppi di volontari ANPI (Associazione Nazionale Partigiani Italiani).
Daniele Cassioli è un campione paraolimpico di sci nautico.
È nato a Roma, il 15 agosto del 1986. All’età di 3 anni inizia nuoto e karate, ma le sue prime esperienze sugli sci iniziarono nel 1995. Daniele è ipovedente dalla nascita a causa di una “Retinite pigmentosa”, una malattia che colpisce l’occhio.
Questa condizione non lo ha mai fermato: nel ’98, Daniele ha conquistato nello slalom la medaglia d’argento, a cui sono seguiti tanti altri successi. Ad oggi, ha vinto 25 titoli mondiali, 25 europei e 41 italiani e detiene il record mondiale delle tre discipline in cui gareggia: slalom, figure e salto.
Dal 2021 è membro della giunta nazionale del CIP (Comitato Italiano Paralimpico) come Rappresentante degli Atleti.
Noi della 3B insieme ad altre classi della scuola abbiamo letto uno dei suoi libri, Il vento contro, e poi, ad aprile 2022, l’abbiamo incontrato. Daniele ci ha raccontato la sua esperienza, il modo in cui ha affrontato le difficoltà e gli ostacoli, le sue gare ma anche del suo primo amore e delle sue prime emozioni.
«Quando tocco con gli sci d’acqua il trampolino un brivido mi scuote. Subito dopo arriva l’attimo perfetto, quello che neppure la cecità mi può rubare. Volo, sono completamente libero nell’aria. Sono felice. Una sensazione stupenda».
«Tratto lo sport come un amico, come se esistesse in carne ed ossa. Un amico importante, che stimo e a cui sono grato. Insieme ai miei genitori, è stato il primo a trattarmi come “Daniele che sa fare” e non come “Daniele che non sa vedere”».
Sicuramente ne avrete sentito parlare: la sera al telegiornale, dai vostri genitori, dal nonno, a scuola, praticamente ovunque. Dal 22 ottobre Giorgia Meloni è diventata Presidente del Consiglio. C’è chi si riconosce nel suo orientamento e la sostiene e chi invece non l’avrebbe voluta come Presidente. Insomma, ci sono idee diverse sulla Meloni, però è stata eletta e tutti dobbiamo fare i conti con il nuovo governo, in teoria per cinque anni, che per alcuni potrebbero essere mooolto lunghi.
Come ragazze di 13 anni, noi pensiamo che avere la Meloni come Presidente del Consiglio non sia una delle cose migliori che potesse capitare all’Italia, perché lei propone e supporta delle idee molto retrograde rispetto alle problematiche e alle sfide della società attuale, idee che non corrispondono al pensiero di molte persone. Noi ci auguriamo che la Meloni non porti grossi cambiamenti, se non per alcuni aspetti per cui è giusto che avvengano.
Sicuramente il fatto di avere una donna al governo è una cosa buona, anche perchè la nostra non è una società molto femminista, però non ci aspettavamo che la prima donna al governo avesse delle idee così retrograde e addirittura di provenienza fascista.
Noi non ne sappiamo ancora molto e, visto che stiamo crescendo e questa sarà la società in cui dovremo vivere e crescere, ci piacerebbe saperne qualcosa di più. Per capire meglio la nuova realtà politica abbiamo deciso allora di chiedere l’opinione a persone più grandi e sicuramente più esperte di noi.
Così abbiamo fatto. Abbiamo preparato sei domande e abbiamo chiesto a due nostri professori, il professor Pillitteri e la professoressa Pipitone, di rispondere nel modo più sincero possibile…
Domande alla prof.ssa Lara Pipitone:
Cosa ne pensa della Meloni al governo?
E’ una tragedia per l’italia avere una persona che supporta delle idee di derivazione fascista, ed è difficile pensare che queste idee si diffondano nel governo attuale.
Appoggia le sue idee?
Sinceramente non appoggio le sue idee, nonostante tutti dicano che la sua elezione sia un avvenimento importante perché è la prima donna al governo. Si ok, sono d’accordo, però non è da sola, ha una squadra di governo dietro con idee abbastanza retrograde.
Secondo lei quali saranno i maggiori cambiamenti in Italia?
Non ne ho idea, ma temo che avverranno dei cambiamenti rispetto ad alcuni diritti fondamentali delle persone e delle cosiddette minoranze, come le donne e i bambini. Ad esempio c’è già stata opposizione all’accoglienza di una nave di migranti. Temo che la dimensione dei diritti universali e soprattutto la tutela delle minoranze per il governo attuale non sia una priorità. Questo mi preoccupa molto perché se il governo è il primo a non tutelare certi diritti come si può pensare che le altre persone li rispettino?
Cosa secondo lei potrebbe migliorare?
Penso che non possa migliorare nulla, e che quindi possano solo avvenire peggioramenti per i motivi sopra elencati. Potrebbe peggiorare la possibilità per tutte le persone che vengano rispettati e tutelati i diritti obbligatori. Quasi sicuramente peggiorerà il benessere per i più deboli. La possibilità di dissenso, nei confronti delle scelte politiche, diventerà quasi del tutto inesistente. Si creeranno sempre più spesso situazioni di protesta, causate dall’impossibilità di dissenso nei confronti delle scelte.
Cosa potrebbe peggiorare?
Come ho detto prima, sicuramente la diseguaglianza sociale, quindi il rispetto dei diritti per tutte le persone. Un’altro aspetto che penso peggiorerà è quello della possibilità del dissenso che fa parte della democrazia. Forse è un mio timore, non fondato, però anche la prima legge approvata, sui rave party, sembrerebbe avere uno scopo ben più ampio, cioè quello di evitare occasioni di dissenso e di protesta, che potrebbero sfociare in tragedie.
Domande al prof. Francesco Pillitteri:
Cosa ne pensa della Meloni al governo?
Non è quello che mi aspettavo e che volevo, perché si sa che la Meloni ha un orientamento di destra che, a parer mio, non è il massimo, perché un tempo a destra c’erano i fascisti. Però ho grandi aspettative perché è la prima donna al governo.
Appoggia le sue idee?
Non appoggio le idee della Meloni. Come ho detto prima, sono felice che ci sia per la prima volta una donna a governare, ma in parte ho timore che possano tornare le idee che avevano i fascisti rovinando il governo.
Secondo lei quali saranno i maggiori cambiamenti in Italia?
L’emergenza energetica e la questione climatica in questo periodo sono quelli che richiedono più attenzione e vanno risolti in fretta, anche se risolvere tutto ciò richiede molto tempo e costi molto elevati.
Cosa secondo lei potrebbe migliorare?
Come ho già detto e ridetto, la mia paura è quella che la Meloni possa riprendere vecchie idee fasciste, la situazione dei migranti in Italia, e anche se loro dicono di prendere distanze probabilmente non accadrà, e quindi penso che non ci saranno molti cambiamenti, e se avverranno saranno pochissimi.
Cosa potrebbe peggiorare?
Come si sa si è fatto un passo indietro riguardo l’argomento aborto, sull’adozione di bambini e matrimoni alle coppie gay in America, in italia non si sono ancora esposti per paura che possa cadere il governo, ma la Meloni ha fatto capire di essere contraria all’aborto. Tempo fa la Meloni, Berlusconi e Salvini avevano legami con Putin, e temo che gli altri stati possano allontanarsi dall’italia per paura che si possa “alleare” a Putin.
I nostri prof hanno spesso citato i diritti civili, vediamo insieme cosa sono:
Uno dei temi più discussi riguarda la tutela dei diritti civili, ovvero l’insieme delle libertà e delle prerogative garantite ai cittadini. La violazione di questi diritti può portare gravi danni morali alla comunità e alle persone stesse. I diritti civili si distinguono dai diritti umani perché i diritti umani appartengono a tutti gli esseri umani, a prescindere dal territorio in cui si trovino, invece i diritti civili valgono solamente per le persone residenti in una certa nazione.
Abbiamo visto che la tutela dei diritti civili è uno dei temi più discussi, quali pensa che siano i diritti meno tutelati?
Prof.ssa Pipitone
Sicuramente i diritti meno tutelati sono i diritti dei più deboli e degli stranieri a cui spesso non è permesso entrare in Italia per trovare un conforto, una casa. Altri diritti poco tutelati sono quelli delle persone che in qualche modo vengono percepite più deboli, in questo periodo però si sta cercando di eliminare l’idea per cui sul corpo femminile devono decidere altre persone e non le donne stesse, arrivando a ripristinare dei diritti come il diritto all’aborto che è una pratica mai scelta in modo neutrale ma che è fonte di sofferenza e dolore per noi donne.
Prof. Pillitteri
Qualche sera fa, Striscia la notizia ha parlato della situazione migranti, che stanno ore e giorni interi davanti la sede del parlamento per ottenere il visto, e il governo Meloni è orientato a darne sempre meno. Per quanto riguarda le imprese che stanno chiudendo e fallendo, il governo Meloni potrebbe intervenire e aiutarle a non chiudere.
Il 15 novembre 2022, noi studenti della Manara siamo andati a vedere lo spettacolo “Possiamo salvare il mondo prima di cena’’ al teatro Menotti a Milano.
Lo spettacolo è tratto dall’omonimo saggio dello scrittore Jonathan Safran Foer che racconta il riscaldamento globale attraverso alcuni avvenimenti storici e dati scientifici e, soprattutto, che cosa accadrà all’uomo se non interviene subito per invertire la rotta.
Il suo messaggio è chiaro e bisogna trasmetterlo a tutti: la crisi climatica c’è e non andrà via senza agire.
Secondo l’autore, il riscaldamento globale è strettamente connesso all’inquinamento che è a sua volta causato in gran parte dagli allevamenti intensivi. Possiamo salvare il mondo prima di cena significa scegliere di consumare prodotti animali, o derivati da essi, solo a cena (quindi un solo pasto al giorno), in modo tale da ridurre l’impatto ambientale causato dagli allevamenti intensivi.
ALCUNI DATI
Secondo CIWF Italia “gli allevamenti intensivi contaminano le acque, i mari e la natura con tossine potenzialmente mortali; a livello mondiale il 70% della carne di pollame, il 50% di carne di maiale, il 40% di carne bovina e il 60% delle uova, vengono prodotti in allevamenti intensivi;
Secondo Google in Italia ci sono più di 140 mila allevamenti intensivi;
L’Italia è al 17 posto in Europa per allevamenti intensivi;
Da gennaio a luglio del 2022 in Italia si sono verificati 132 eventi climatici estremi che hanno causato disastri ambientali, morti e feriti.
Ridurre il consumo di carne è utile per ridurre le emissioni di gas serra e per non sacrificare gli animali. Solo così ci saranno dei progressi ambientali e gli animali non soffriranno più.
Quest’anno, nell’ambito delle attività di orientamento per la scelta delle scuole superiori, abbiamo visitato l’Istituto Oriani Mazzini, una scuola superiore che offre diversi corsi di istruzione:
Tecnico dei Servizi per la Sanità e l’Assistenza sociale
Tecnico per i Servizi Commerciali o di formazione professionale
Tecnico dei servizi di animazione turistico-sportivi e del tempo libero.
Liceo delle Scienze umane (da quest’anno).
La scuola ci è sembrata molto bella e piena di laboratori interessanti, ci sono diversi indirizzi di studio, i professori sono stati molto disponibili per le nostre eventuali domande e i ragazzi del 4 anno super gentili e simpatici.
L’arrampicata!
Dopo aver visitato la scuola, siamo andati in una delle palestre della scuola a fare arrampicata, con l’istruttore e i ragazzi di terza superiore. La scuola infatti è dotata di tre palestre di cui una ha la parete d’arrampicata.
Grazie a questa esperienza alcuni dei nostri compagni si sono chiariti le idee e molti di loro vorrebbero frequentare uno dei tanti indirizzi che offre la scuola.
Nel complesso l’esperienza ci è piaciuta molto e ci siamo divertiti un sacco a fare l’arrampicata.